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09 agosto 2010

Diario di viaggio in Puglia: ‘A tiedda’*


*Per la precisione: 'A Tiedda (in brindisino); 'A Tiella (in barese

Ma che volete venire in Puglia e non volete mangiare ‘a tiedda’ anche detto riso patate e cozze?! Una tappa obbligata questo piatto e noi, che volete fare, ci siamo sacrificati. Ci affidiamo alle mani della verace ‘pugliesità’ di Olga e alla sua cucina e mi stupisco nel vedere con quanta bramosità la Besolina prende manciate di riso e se le schiaffa in bocca. Da quando siamo qui, sarà il mare, sarà il posto, sarà l’aria, ma la besolina è diventata un aspirapolvere e occhio a lasciare resti di cibo in giro. Prenderebbero subito la direzione delle sue mascelle a motore.

Occorre precisare, qui lo ritengono doveroso, che esistono due versioni di questo piatto e che nessuno si mette d’accordo su quale sia la versione, diciamo così, originaria. Se avete voglia di scatenare un dibattito parlate con un pugliese di riso patate e cozze con o senza zucchine. Qualcuno vi darà del profano, alla sola parola zucchine o qualcuno dirà che avete nominato la versione unica e sola, aggiungendo che tutto il resto non è riso patate e cozze. E poi c’è quella senza zucchine. E io, a sensazione mia, scelgo questa. Non so perchè. Mi piace scegliere questa. Qualcuno starà già invocando l’arresto!

Ovviamente chiedo a Olga la ricetta. Non si sa mai che uno di questi giorni io decida di provare a cucinarlo. So già che in chi mi conosce bene la speranza è che quel giorno non venga mai. E c’hanno pure ragione a sperare così!

La ricetta del riso patate e cozze di Olga (per chi ai fornelli rende meglio di me…e garantisco che ci vuole poco)

Prendete del prezzemolo e trituratelo e mettetelo in una ciotola. Poi prendete dell’aglio e della cipolla,triturateli finemente e mescolateli insieme in un’altra ciotola. In un’altra ciotola ancora sistemate dei pomodori spezzettati (i pomodorini vanno benissimo).

Tenetevi pronto anche del pecorino grattugiato.

Poi, se non l’avete a casa, procuratevi un tegame rotondo preferibilmente in alluminio. E poi si comincia.

Sul fondo del tegame sistemate della cipolla, del pomodoro,del prezzemolo e un pò d’olio. Servono a dare colore sotto.

Poi tutto quello che segue deve essere messo crudo.

Sopra il fondo mettete le patate affettate sottili come primo strato ‘base’. Poi mettete le cozze rigorosamente con le bucce. Questo è basilare per un vero riso patate e cozze. Poi intorno alle cozze va messo il riso bianco e con i chicchi grossi (così regge meglio la cottura). Il riso, ovviamente sempre di riso crudo parliamo, va messo anche dentro le cozze. E così abbiamo fatto un altro strato.

Poi si mette il trito (di cui ho scritto all’inizio della ricetta) di prezzemolo, pomodoro, formaggio, aglio e cipolla e si condisce con olio. Poi si copre con un altro strato di patate sottili e poi di nuovo il trito di prezzemolo, pomodoro,formaggio, aglio e cipolla e di nuovo olio.

Poi mettete acqua fredda fino a metà del tegame e accendete i motori!

Prima di partire con il forno fatelo andare sul fornello a fuoco lento fino a bollore. E poi 20 minuti in un forno ventilato a 180°. Toccate sempre con la forchetta per verificare che non sia già cotto o se manca ancora del tempo.

Se poi volete litigare con qualche pugliese del partito ‘La zucchina nel riso patate e cozze NO’ mettete le zucchine prima dell’ultimo strato di patate.

Per la cronaca, quello nella foto è il riso patate e cozze di Olga. Ovviamente ho dovuto scattare velocemente perché è partito un vero e proprio assalto alla diligenza degno di chi non mangia da una decina d’anni circa…e ovviamente ne facevo parte anch’io!

Tips for trip

Per comprare del buon pesce e soprattutto delle cozze fresche e buone potete andare a Villanova, a pochi km da Ostuni. Non vi potete sbagliare, arrivando è l'unica pescheria affacciata sul porto.

E poi se vi va, allungatevi fino ad Ostuni al panificio S.Antonio, in via Armando Diaz, per una focaccia ai pomodorini e una con le cipolle da non dimenticare!

19 maggio 2010

Di posti nuovi, tentativi in cucina e mollette!


Dunque, ho ingerito a pranzo un pasta cacio e pepe dalla quale non riesco più a liberarmi. Giace lì nello stomaco come un mattone. Decido quindi di camminare un pò di più e allungare la strada per arrivare a scuola quando devo andare a prendere l'ometto. Se non altro nella speranza di ritrovare della leggerezza. Ma dopo molte ore posso con cognizione di causa dire di non esserci riuscita. E maledico di non aver scelto quella con i pomodori pachino e basilico! Tornando alla camminata, cerco di avere un passo svelto, anche perchè come al solito sono in ritardo. Mi avventuro dentro uno dei miei quartieri preferiti (Monti) e ammetto, un pò mi perdo. Perchè a volte se scelgo una strada per un'altra, che non è la solita, mi disoriento. Ma poi non sono così rinco (almeno non del tutto) e ritrovo la 'retta' via. Sulla strada 'nuova' incontro un posto che non conoscevo.
Sull'insegna c'è scritto Milk bar. Mi incuriosisco, come al solito. Si tratta di un locale per le mamme, aperto da un'americana che si è trasferita a Roma per amore. La sua storia la trovate sul sito del locale. Nel Milk bar ci sono prodotti per l'allattamento e informazioni varie sul mondo della gravidanza e dintorni. Ovviamente mi sono poi ricordata che l'ometto mi stava ancora aspettando. Scappo, lo prendo e riesco ad arrivare a casa prima che scoppi il nubifragio. Penso che potrei farmi perdonare cucinando qualcosa di prelibato per lui o perlomeno tentando di farlo. Il fatto è che a forza di leggere di fantastiche ricette e di bambini che si divertono con le mani in pasta, oscillo tra l'invidia per queste mamme così brave (invidia causata dai miei limiti culinari misti a pigrizia) e desiderio di emulazione (ovviamente con probabile rischio di avvelenamento). Nonostante questo scenario da brivido decido di fare un regalo all'ometto. 'Amore, mamma ti prepara una cosa buona'. 'No mamma mettimi il cartone'. E' evidente che non ha preso sul serio la mia proposta. Va bè, metto il cartone e poi sfoglio il libro di ricette per bambini acquistato nel week end. Trovo una cosa semplice e rapida. I due aggettivi che meglio definiscono la mia cucina, se posso azzardare a dire di averne una. Mi accingo a preparare le 'pennine birichine', ricetta proposta dallo chef Oreste Romagnolo. Nel frattempo la besolina vorrebbe partecipare alla mia alacre attività. In effetti più che una che sta cucinando sembro il piccolo chimico. I primi segnali negativi arrivano quando metto le zucchine nell'olio che ho fatto scaldare troppo e mi arriva uno schizzo sull'anulare. Urlo fantozziano di dolore.

La besolina mi sta guardando e inizia a strepitare. Avrà capito che tanto non ho speranze. Le organizzo un gioco antistress. Mollette attaccate al seggiolone che lei stacca e butta giù. Questo fantastico gioco (si fa per dire) implica una certa attività fisica anche per la mamma che deve chinarsi e raccogliere le mollette ogni qualvolta queste vengono tutte staccate. Gioco decisamente indicato per chi non ha probelmi alla schiena. Io ne ho ma sono masochista. Ma questa è un'altra storia.

Alla fine produco la ricetta con le mie manine e tronfia di soddisfazione metto il piatto sotto la faccina dell'ometto.

Premetto: l'ometto è, per mia fortuna, una buonissima forchetta. Dopo uno sguardo di disgusto procede all'assaggio. Come se degustasse un vino di una grande annata fa oscillare la pasta dalla mascella destra alla mascella sinistra prima di decidersi a sputarla. 'Mamma non mi piace questa pasta'. Ecco, credo sia stato dopo quell'affermazione che ho pensato seriamente al suicidio prendendomi a padellate in testa. Dopo inutili tentativi di persuasione perdo la speranza. Stanca e sfinita e visto che il tentativo culinario si pone alla fine di una giornata sfiancante, gli preparo una bistecca sulla piastra. Lo so che è abbastanza triste ma la bistecca alla piastra rappresenta un momento alto della mia cucina. Pensa un pò il resto. Bè sono sicura che non sia colpa della ricetta ma della sottoscritta. Per questa ragione la trovate qui sotto come riportata nel libro. Qualcun altro, non io per il momento (magari verso il trentesimo tentativo), sarà in grado di fare la 'bella', come si dice a scuola. La mia era decisamente la brutta copia.

Pennine Birichine
Età: dai 2 anni
Ingredienti per una porzione
50g di penne
1 uovo
1 zucchina
1 cucchiaio di parmigiano
sale
olio extravergine di oliva

Preparazione
Taglia a rondelle la zucchina, saltala in padella con tre cucchiai di olio extravergine di oliva e il sale. Fai bollire la pasta. Appena cotta la zucchina saltala insieme alla pasta bollita amalgamando il parmigiano e l'uovo che dovrà rimanere cremoso e non cotto a frittata.

16 maggio 2010

Olive ascolane SIDE 2


La pioggia ci ha regalato la sua presenza anche la domenica. Perchè smettere? Perchè far concludere degnamente il week end? Ombrellati, plasticati i passeggini abbiamo fatto un ultimo giro delle bancarelle. Ho rivisto le lampade. Le ho salutate con un 'Arrivederci'. Colazione con musica anni '70 (Patty Pravo boom boom)da Sestili, angolo Piazza del Popolo. Un piccolo caffè rinnovato di recente dove la mattina, al contrario dell'ora dell'aperitivo, si sta seduti tranquilli e si può leggere il giornale mangiando un ottimo cornetto. Non posso dire lo stesso dei cornetti di Meletti. Ma la bellezza di quel caffè stile Liberty che si affaccia sulla bellissima Piazza del Popolo è indiscutibile. Per pranzo decidiamo di sperimentare il ristorante di un agriturismo aperto da poco: Il Morrice a Pagliare del Tronto. Circa un 10-15 km da Ascoli. Dunque, tralasciando il fatto che arrivati lì scopriamo che si sta per celebrare il pranzo di una comunione e quindi folla, confusione e fortissimo brusio di fondo e tralasciando il fatto che ci aspettavamo qualcosa di un pochino più 'agreste', ma questa è questione di gusti, abbiamo mangiato bene (frittura mista ascolana notevole) e davvero troppo. Ci alziamo tutti trasformati in 'omini michelin' e barcollanti usciamo cercando di fare quattro passi per smaltire un pò di ciambelle sul girovita. Accanto all'agriturismo c'è un centro ippico. Che bello! L'ometto e la besolina, ma soprattutto l'ometto, impazziscono per il pony che gironzola allegro intorno a loro. Ci sono anche i cavalli. "Mamma i tavalli" (ebbene si la 'c' non ci piace. A noi ci continua a piacere la 't': tavalli, tarpeggiare e così via!). Ed è proprio lì che guardo davanti a me e vedo quelle colline meravigliose che mi mi fanno venire subito in mente i paesaggi di Tullio Pericoli, pittore e disegnatore nato nelle Marche. E' così bello a volte fermarsi. Anche solo per un secondo, tra un tavallo, la pancia piena e il sole che comincia ad affacciarsi tiepido.

Non posso concludere senza la ricetta vera delle olive ascolane (tappa da Migliori a Piazza Arringo per mangiarle al cartoccio).La ricetta la riporto così,in 'lingua ascolana' assolutamente originale:
P FA' LA LIVA FRITTA C.VO
100 socca de liva
300 g. de carne de puorc
500 g. de carne de manz
300 g. de carne de ptò (tacchino)
150 g. de parmggià
1l. d'olie de seme
4 ova, olie, vì (q.b.) 1/2 cipolla
na carota, nà crosta de sennera, u pà rattate
n.cò de sale, pepe, na raccecata de noce mscata
COME SE PREPARA L'IMPAST
Pighia la liva e rcapa lu cice (a spirale)
taglia la carota, lu sennera e la cipolla a pezzit
mitli a rslà con n cò d'olie, mittece la ciccia
taggliata a piezze ruosce, mettice nccò de vì bianc,
fa coce pe na mezzora, puo macina tutte,
mittece l'ouva,lu cace, e la noce mscata
mestca tutte c...li mà
Fà tutte pallette de carne e rimpce li socca de liva, passale su l'ova sbattute e puo su lu pà rattate. Se friie c na padella nera de ferre, e falle rselà.
Buon appetito!