Visualizzazione post con etichetta Roma. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Roma. Mostra tutti i post

07 dicembre 2010

Il rito del macaron


Io che sono abbastanza scombinata, ritardataria e che vivo last minute (ebbene si anche se con i figli ci vorrebbe la tabella di marcia io 'nun ce la fo') ho creato, lo dico con orgoglio, un rito, un appuntamento fisso per me ed il pulcione. Cascasse il cielo, un giorno a settimana, scovando la via di fuga dall'ufficio, lo prelevo da scuola e ci perdiamo nel nostro 'rito del macaron'. Quando arrivo a scuola lui mi guarda, capisce e con quella faccia furba e paciocca che guardo sempre con stupore, col ditino puntato all'insù come se avesse avuto un'illuminante intuizione dice 'oggi andiamo a prendere il macaron, vero!?' in genere segue una pausa e poi prosegue 'voglio quello arancione con la cioccolata,mamma!' Ovviamente seguono elugubrazioni in macchina sui colori, su quanti ne mangeremo e quanti ne porteremo a Mr.Marito (se se lo merita,of course) e alla Besolina. Poi arriviamo al nostro posto. E li vediamo schierati, di tutti i colori,che aspettano solo noi. A questo punto si è capito che il rito è stato creato non solo per soddisfare la golosità del pulcione ma per placare il cronico desiderio di dolce della sottoscritta tenuto faticosamente a freno per mantenere quanto recuperato post 2 gravidanze.
Ma un giorno a settimana diamo libero sfogo alla fantasia e accompagnamo il macaron, per la serie non facciamoci mancare proprio niente, con della cioccolata calda perchè la perversione deve essere portata fino in fondo altrimenti che perversione è? E poi visto che ci siamo prendo anche quel fantastico cheese cake mignon che mi regala la pace dei sensi. Questo è il nostro rito, solo nostro, segreto, dove siamo uguali, il nano ed io. Affamati di dolci e di questa coccola, che una volta a settimana mi fa sentire meno wonder woman isterica e più umana con le dita pasticciate di cioccolata.

Tips
Se volete coccolarvi anche voi il (nostro) posto, dove consumare riti golosi, è la pasticceria cristalli di zucchero, in via di di S.Teodoro 88, vicino al Circo Massimo.

26 novembre 2010

Una domenica pomeriggio a Roma in un museo particolare



Domenica pomeriggio. Fuori alluviona. Decidiamo, e non solo noi, di andare al Museo Explora dove ci sono tante attività e laboratori per i bambini. Sotto il diluvio universale prendiamo la prole e la carichiamo in macchina. Sempre sotto un diluvio incessante arriviamo alla meta e ci accodiamo speranzosi di trovare parcheggio. Dopo infiniti giri lo troviamo. La discesa dall'auto comporta un 'impiastricciamento' considerevole di fango. Il marasma all'ingresso di tutti quelli che con la pioggia hanno pensato all'unisono di venire qui è impressionante. Ci mettiamo in lista d'attesa.Non ci posso credere! La ragazza che inserisce i nomi della nostra folta truppa (nel frattempo una coppia di amici anche loro dotati di prole ci ha temerariamente raggiunto) ci rassicura 'alla fine molti rinunciano di quelli che hanno prenotato'. Pendiamo dalle sue labbra e attendiamo. La besolina freme. Butta giù tutto quello che trova nella super rifornita libreria all'ingresso. Lei semina e io raccolgo. Dopo una lunga semina ed una lunga raccolta finalmente veniamo chiamati e promossi dalla lista d'attesa a quelli che possono entrare. Lo ammetto ero commossa. Entriamo e cerchiamo di inserire le nostre giacche negli ultimi strapuntini rimasti degli appendiabiti. Parcheggiamo il passeggino, gli ombrelli e pure le ultime energie e ci addentriamo nell'orda del divertimento dell'infanzia. Iscriviamo subito il pulcione ad un fantastico laboratorio creativo. Dipinge su un foglio, si dipinge le mani e dipinge pure Mr.Marito che, intriso dell'atmosfera del posto, elargisce sorrisi di orgoglio paterno. La besolina impazzisce per l'orto dove raccoglie la frutta e la verdura (di tessuto) e la mette e toglie dal cestino della spesa. Questo mi consente un certo break. Andiamo poi nell'area under 3 al piano di sopra dove con piglio deciso la besolina affronta lo scivolo morbido da sotto e da sopra. Da sotto e da sopra, continuamente. Il pulcione conclude indossando un un grande grembiule giallo impermeabile per giocare con l'acqua. Una voce dal megafono annuncia che è tutto finito. L'acqua, lo scivolo morbido, la frutta rotolante, le urla. In una sorta di caccia al tesoro cerchiamo di rintracciare le nostre giacche. Incredibilmente ce la facciamo. E sotto l'alluvione ritorniamo alle nostre auto. Siamo decisamente stanchi ma il pulcione prima di chiudere gli occhi e crollare ci saluta dicendo 'mi sono divertito tanto in quel posto'. Va bè allora in quel posto ci torniamo. Magari se non piove è meglio però!

Tips for trip

Il Museo Explora si trova nel quartiere Flaminio, a Roma, alle spalle di Piazza del Popolo. Vicinissimo al centro, quindi. E' un Museo molto particolare che ricalca le esperienze di Musei già esistenti all'estero e dove i bambini possono sperimentare, creare nei laboratori, fare tante attività didattiche. Il calendario delle iniziative è sempre in movimento. Si divertono i bambini anche sotto i 3 perchè hanno le loro aree dedicate. C'è un parcheggio proprio del Museo quindi non impazzite a cercarlo lì di fronte. La missione potrebbe rivelarsi impossibile. E se volete mangiare, oltre al ristorante dentro al Museo, c'è un ristorantino che vi consiglio proprio lì a fianco: l'Osteria Gastone, via Flaminia 64/66. Enjoy!

14 ottobre 2010

Una serata children free


Perchè a volte la testa reclama aria, ossigeno, discorsi diversi, volare lontano dalla routine e dalle preoccupazioni di orari, pappe e nanne. Tutta la testa ha bisogno di svuotarsi dentro un buon bicchiere di vino e immergersi in una conversazione che abbia, e qui si scivola nel mio telefilm cult, uno stile Sex and The City, anche con un'amica che non sia proprio Samantha; creerebbe dei complessi a tutte! Perchè ancora non sono da buttare via e mi entrano dei vestiti che non hanno a che fare nè con il prémaman e nè con i jeans di Mr.Marito (che tanto mi hanno soccorso nello smaltimento scorie di gravidanza 1 e gravidanza 2!). Perchè ho bisogno di una faccia amica, che sia amica-amica; l'amica che ci siamo scelti quando il pancione era associato solo a Babbo Natale, quando il vino si tracannava a litri (reggendolo benissimo, cosa che ahimé non posso dire con altrettanta convinzione oggi), quando si organizzava un viaggio senza poter immaginare il costo di un volo per un bambino sopra i 2 e le tasse aeree per un bambino sotto i 2. Perchè una cenetta fra donne vecchie o recenti compagne di strada, dai destini diversi, senza la compagnia della prole, può rigenerarti come un'iniezione di benzina quando sei in rosso e ridarti fiducia in discorsi sui rapporti tra uomo e donna, sul sesso e sulle aspirazioni. Perchè siamo ancora logorroiche, rumorose e in grado di scambiarci le nostre diversità con leggerezza e di questo sono grata. Perchè una risata fragorosa e rumorosa questa volta è mia e non dei bimbi e potrò fargliela ascoltare quando ripenserò a questa serata, cogliendoli alla sprovvista...'mamma perchè ridi così?'. 'Amore perchè a mamma piace ridere davvero tanto è solo che ogni tanto si dimentica di saperlo fare e di saperlo fare bene'.

Thank you girls!

Tips
Per la cronaca, il posto di questa serata è ZOC, in Via delle Zoccolette 22 a Roma, in Centro Storico, tra via Giulia e Campo dei Fiori. Se il tempo lo consente (e questo ottobre è caldo e promettente!) si può cenare nel cortile interno. L'arredamento mescola pezzi vintage che si possono acquistare dopo averci mangiato su. Il food & wine è a KM Zero ovvero tutta produzione locale. Ricette gustose e interessanti.

Segnalo questo blog di un milanese trapiantato a Roma che si diverte a recensire le tavole romane e bon appetit!

20 settembre 2010

Una domenica a Roma


In una domenica di sole, nel parco, tra bambini vocianti, palloncini volanti e matite per colorare Roma sembra meno caotica, convulsa e confusa.
Una giornata organizzata da Medici Senza Frontiere per i bambini e per i genitori che cercano spazi aperti e con una bella energia.
E c'era una energia positiva e rumorosa ieri nel parco di Villa Pamphili.


Un parco vastissimo, un polmone verde a Roma, immenso.
Ieri i bambini hanno dipinto, corso e con il naso all'insù hanno ascoltato il racconto di storie e guardato il cielo che si faceva a tratti minaccioso per poi tornare limpido.
Ci si può perdere passeggiando fra le distese di verde che portano fino al laghetto.


E perdersi ogni tanto non fa male.


Tips for trip

C'è il menu bimbi, i seggioloni, l'impiego di prodotti biologici nel ristorante Vivi Bistrot, proprio dentro al parco. E a chi ha buoni occhi non sfuggiranno la cura e i dettagli dell'arredamento, soprattutto della sala interna. Mangiare bene insieme ai bambini in un posto che sia anche bello da guardare: questo è un mix che mi piace.


Il consiglio, soprattutto per il sabato e la domenica, è di prenotare per il pranzo o, se si arriva presto al parco, di farsi mettere in lista e poi chiamano appena il tavolo è pronto.
Si può anche prendere il cestino pic nic e godersi un pasto stesi sul prato!

Amo la parte ovest del parco dove l'aspetto è proprio quello della campagna romana e dove gli spazi sono molto più adatti per i bambini.

L'ingresso è da via Vitellia 102 (è l'ultimo ingresso di Via Vitellia ad angolo con l’Olimpica)o da via Leone XIII N°30)

Per arrivare al parco:

Se arrivate in macchina: parcheggiate su Via Leone XIII (all'altezza del ponte pedonale) o all'ingresso dal lato di Via Vitella 102.
Se arrivate in autobus: prendete la linea 870 verso piazza Pio XI oppure il 31 verso Clodio o il 791 direzione C.ne Cornelia. Le fermate sono Piazza del Bel Respiro e Leone XIII.
Si può anche arrivare con il tram, prendendo la linea 8 (che parte dal centro, Largo Argentina, e fa tutto Viale Trastevere e poi sale su per la Circonvallazione Gianicolense) e scendendo alla fermata Casaletto. Da lì poi ci sono 500 metri fino all'ingresso in Via Leone XIII n° 30.

07 giugno 2010

Il castello delle favole


C'era una volta un castello, immerso nella natura, popolato da folletti, maghi, supereroi e personaggi delle favole. Siamo al Castello di Lunghezza, in una giornata piena di sole e di profumo di fiori, a circa 20 km dal centro di Roma. Qui ci sono un castello di pietra, che risale addirittura al 752 D.C., salvato dal degrado grazie alla creazione del Fantastico Mondo Del Fantastico, e un parco. Questo luogo dell'immaginario (così lo definisce il suo creatore!) è dedicato al mondo della fantasia, delle favole, insomma dedicato ai bambini ma anche a noi adulti. Conditio sine qua non il desiderio di passare una giornata all'aperto mentre i pupi scorrazzano da una favola all'altra correndo liberi sul prato. E noi con loro. Vale anche come attività fisica non fatta durante la settimana. Io la conteggio come tale!

Il castello si erge imponente su un parco, all'interno del quale vengono rappresentate le favole da attori davvero molto bravi. La strega di Biancaneve era da Oscar, l'ometto ancora trema!
Nel frattempo, tra una favola e l'altra, il parco si popola di personaggi della fantasia come se ci fosse una sorta di continuità fra il momento della favola e la realtà. Ed ecco spuntare Alice nel Paese delle Meraviglie. Qualche bambino la confonde con Cenerentola (idee un pò confuse) e a lei tocca sorridere e dire "Ma no, sono Alice, non si vede?". Il bambino che l'ha scambiata per Cenerentola non si è del tutto convinto.


19 maggio 2010

Di posti nuovi, tentativi in cucina e mollette!


Dunque, ho ingerito a pranzo un pasta cacio e pepe dalla quale non riesco più a liberarmi. Giace lì nello stomaco come un mattone. Decido quindi di camminare un pò di più e allungare la strada per arrivare a scuola quando devo andare a prendere l'ometto. Se non altro nella speranza di ritrovare della leggerezza. Ma dopo molte ore posso con cognizione di causa dire di non esserci riuscita. E maledico di non aver scelto quella con i pomodori pachino e basilico! Tornando alla camminata, cerco di avere un passo svelto, anche perchè come al solito sono in ritardo. Mi avventuro dentro uno dei miei quartieri preferiti (Monti) e ammetto, un pò mi perdo. Perchè a volte se scelgo una strada per un'altra, che non è la solita, mi disoriento. Ma poi non sono così rinco (almeno non del tutto) e ritrovo la 'retta' via. Sulla strada 'nuova' incontro un posto che non conoscevo.
Sull'insegna c'è scritto Milk bar. Mi incuriosisco, come al solito. Si tratta di un locale per le mamme, aperto da un'americana che si è trasferita a Roma per amore. La sua storia la trovate sul sito del locale. Nel Milk bar ci sono prodotti per l'allattamento e informazioni varie sul mondo della gravidanza e dintorni. Ovviamente mi sono poi ricordata che l'ometto mi stava ancora aspettando. Scappo, lo prendo e riesco ad arrivare a casa prima che scoppi il nubifragio. Penso che potrei farmi perdonare cucinando qualcosa di prelibato per lui o perlomeno tentando di farlo. Il fatto è che a forza di leggere di fantastiche ricette e di bambini che si divertono con le mani in pasta, oscillo tra l'invidia per queste mamme così brave (invidia causata dai miei limiti culinari misti a pigrizia) e desiderio di emulazione (ovviamente con probabile rischio di avvelenamento). Nonostante questo scenario da brivido decido di fare un regalo all'ometto. 'Amore, mamma ti prepara una cosa buona'. 'No mamma mettimi il cartone'. E' evidente che non ha preso sul serio la mia proposta. Va bè, metto il cartone e poi sfoglio il libro di ricette per bambini acquistato nel week end. Trovo una cosa semplice e rapida. I due aggettivi che meglio definiscono la mia cucina, se posso azzardare a dire di averne una. Mi accingo a preparare le 'pennine birichine', ricetta proposta dallo chef Oreste Romagnolo. Nel frattempo la besolina vorrebbe partecipare alla mia alacre attività. In effetti più che una che sta cucinando sembro il piccolo chimico. I primi segnali negativi arrivano quando metto le zucchine nell'olio che ho fatto scaldare troppo e mi arriva uno schizzo sull'anulare. Urlo fantozziano di dolore.

La besolina mi sta guardando e inizia a strepitare. Avrà capito che tanto non ho speranze. Le organizzo un gioco antistress. Mollette attaccate al seggiolone che lei stacca e butta giù. Questo fantastico gioco (si fa per dire) implica una certa attività fisica anche per la mamma che deve chinarsi e raccogliere le mollette ogni qualvolta queste vengono tutte staccate. Gioco decisamente indicato per chi non ha probelmi alla schiena. Io ne ho ma sono masochista. Ma questa è un'altra storia.

Alla fine produco la ricetta con le mie manine e tronfia di soddisfazione metto il piatto sotto la faccina dell'ometto.

Premetto: l'ometto è, per mia fortuna, una buonissima forchetta. Dopo uno sguardo di disgusto procede all'assaggio. Come se degustasse un vino di una grande annata fa oscillare la pasta dalla mascella destra alla mascella sinistra prima di decidersi a sputarla. 'Mamma non mi piace questa pasta'. Ecco, credo sia stato dopo quell'affermazione che ho pensato seriamente al suicidio prendendomi a padellate in testa. Dopo inutili tentativi di persuasione perdo la speranza. Stanca e sfinita e visto che il tentativo culinario si pone alla fine di una giornata sfiancante, gli preparo una bistecca sulla piastra. Lo so che è abbastanza triste ma la bistecca alla piastra rappresenta un momento alto della mia cucina. Pensa un pò il resto. Bè sono sicura che non sia colpa della ricetta ma della sottoscritta. Per questa ragione la trovate qui sotto come riportata nel libro. Qualcun altro, non io per il momento (magari verso il trentesimo tentativo), sarà in grado di fare la 'bella', come si dice a scuola. La mia era decisamente la brutta copia.

Pennine Birichine
Età: dai 2 anni
Ingredienti per una porzione
50g di penne
1 uovo
1 zucchina
1 cucchiaio di parmigiano
sale
olio extravergine di oliva

Preparazione
Taglia a rondelle la zucchina, saltala in padella con tre cucchiai di olio extravergine di oliva e il sale. Fai bollire la pasta. Appena cotta la zucchina saltala insieme alla pasta bollita amalgamando il parmigiano e l'uovo che dovrà rimanere cremoso e non cotto a frittata.

13 maggio 2010

Mamme, vestiti e caffè


Allora ieri sudata, trafelata e lascerei perdere il dettaglio sui capelli, arrivavo all'asilo..in ritardo. L'ometto nonostante tutto mi aspettava senza broncio e facendo rombare una camion giallo. Raccolto l'ometto squilla cellulare. Mi segnalano che si comprano cose carinissime per bambini a casa di una non meglio identificata amica. Fomentata dall'acquisto di vestiti da bimba di qualsiasi foggia e colore (detta anche 'sindrome della bambola' che si vestiva e svestiva nell'infanzia e 'sindrome da recupero' frequente dopo il primo figlio maschio) mi getto sul volante per andare a vedere di che si tratta. Dopo qualche semaforo giallo/rosso e l'ometto che mi redarguiva con un 'mamma senti..mamma tarpeggia la macchina, non correre'.. 'Si amore, adesso la tarpeggio anche se di tarpeggi qui proprio non ce ne sono neanche a pregare...'.

10 maggio 2010

La campagna arriva in città


Avrei tanto voluto fare un bel week end al mare ma abbandonata dal consorte, con pioggia in dote il sabato ho capito che sarei rimasta in città. Ho deciso quindi di dare una svolta molto green alla cucina e con l'ometto siamo andati al Farmer's Market nell'ex mattatoio al quartiere Testaccio. Abbiamo preso un ottimo pane di farro (grande scarpetta con olio direttamente from Puglia),mele, pere dalla forma insolita e poi una caterva di fragole che fra me e l'ometto ce le siamo pappate tutte in gran velocità.

07 maggio 2010

Hallo, Hola, Ciao,...


A Roma c'è un posto dove i bambini e le loro culture diverse si mescolano,si arricchiscono vicendevolmente e dove si impara che la multiculturalità è un valore importante da coltivare e proteggere. Si tratta della scuola Celio Azzurro e del viaggio che questa scuola fa fare ai bambini nelle storie e nelle esperienze di coetanei che hanno radici diverse.

26 aprile 2010

Viva il teatro!


Sabato scorso causa pioggia e impossibilità di attività all'aria aperta io e l'ometto abbiamo deciso di andare a teatro. La prima volta per lui! Ero davvero curiosa di testare la sua reazione. Abbiamo scelto lo spettacolo di Hansel e Gretel al Teatro Verde, il teatro dei bambini e dei ragazzi di Roma. Mai scelta fu più azzeccata.Nonostante i non ancora tre anni (indicati come età minima per lo spettacolo)ci siamo divertiti tantissimo e ci siamo tanto arrabbiati con la strega cattiva che voleva mangiarsi Hansen. 'Mamma è brutta quella strega' mi ha detto ad un certo punto. Non potevo che concordare con la sua acuta riflessione.Domenica invece abbiamo avuto una giornata splendida e ci siamo catapultati a Villa Borghese. Giostra e giostra e giostra e giostra e giostra...

21 aprile 2010

Scoprire Roma



Ieri ho deciso di mollare la macchina e di andare a prendere l'ometto al nido con i mezzi. Mi rendo conto di quanta distrazione c'è quando guardo questa città. Ieri ad esempio l'ho vista in un modo completamente diverso, dal finestrino dell'autobus mentre l'ometto mi chiedeva cosa fossero quelle case vecchie (per la cronaca antichi resti romani!). Roma, è anche banale dirlo, è bellissima ma in questi giorni è sorprendente con quest'aria profumata di primavera che ti invade. Ecco, in giornate così mi dico che dovrei scoprire il bello che ho a portata di mano più spesso. Lasciarmi pervadere ogni tanto dalla lentezza e senza prendere il volante a morsi. Ebbene si, al volante sono abbastanza aggressiva. Ecco l'ometto che urla 'mamma guarda il tolosseo'. Non ho avuto il coraggio di correggerlo.