Visualizzazione post con etichetta Libri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Libri. Mostra tutti i post

08 luglio 2010

Oddio! E se da grande volesse fare l'attore di film porno!?

Oggi è il mio compleanno, ma andiamo oltre. La mia più cara amica mi regala un libro di Nick Hornby (che adoro!). Nella dedica mi scrive ironicamente "Pensa se un giorno succedesse a te...".
Ovviamente corro a leggere la sintesi del libro e scopro che si parla di una mamma che viene a sapere che il proprio figlio fa film porno:

"Tra le tante cose che una mamma non vorrebbe scoprire sul proprio figlio adolescente ce n'è una un pò più imbarazzante. E non aiuta il fatto di venirla a sapere dalla vicina di casa pettegola, che una mattina ti fa trovare nella buca delle lettere un video accompagnato da un biglietto. Lynn non riesce a crederci: è suo figlio Mark quello in copertina. Il film ha un titolo non proprio edificante ed è vietato ai minori...".

Prima di tutto ho sperato di non trovare mai una vicina di casa del genere.
Poi, a essere sinceri, non mi sono ancora spinta così avanti nel pensare al futuro del mio ometto. E in quel poco che ho pensato di così lontano non credo di aver annoverato la carriera di pornoattore. Anche perchè sono oramai certa, in base al numero di macchinine che ha in gestione, che farà il pilota o il posteggiatore. Detto questo, con la mia amica abbiamo ipotizzato comunque uno scenario futuro in cui ad un certo punto l'ometto mi confessa che fa l'attore di film porno.
Quale reazione? Questo è quanto ho pensato, di getto, tra un'insalata di tonno e un caffè:

1.Mr. Marito se ne va in giro tronfio, con la collezione completa dei film dell'ometto, dicendo a tutti "Ha preso tutto dal papà!"
2.Io mi trasformo in una sorta di maitresse e raduno le amiche babbione e con la menopausa incipiente per ogni anteprima dei film
3.La Besolina per reazione si chiude in un monastero di clausura

La cosa che mi ha inquietato di più è stato pensare a Mr. Marito, con il capello imbiancato e anche un pò suonato per via dell'età avanzata, che se ne va in giro con la valigetta contenente la collezione completa dei dvd dell'ometto, pieno di orgoglio paterno!!!

23 giugno 2010

Promemoria: cosa tengo e cosa lascio

Evvai, ieri ce l'ho fatta. Surfando il traffico, la pioggia un pò sì e un pò no, l'ometto in crisi di astinenza da Pippi Calzelunghe, sono andata alle presentazione qui a Roma del libro di Chiara Cecilia Santamaria alias Wonderland del blog machedavvero, riuscendo a sentire quasi tutto.
Quasi perchè l'ometto ha deciso in quell'ora di presentazione nell'ordine:

- di avere un attacco isterico perchè voleva comprare il film di Pippi
- di pulire il pavimento della sala trascinandosi in ogni dove
- di fare attività ginnica facendomi tenere le gambe in mano e stando lui in equilibrio sulle braccia
- di strattonare una bimba più piccola
- di rubare lo squalo ad un altro bambino
- di fornire di calci il nostro vicino di sedia (ovviamente vestito di tutto punto, con giacca e cravatta)
- di lanciare urla a fasi alterne, giusto quei decibel che disturbano una conferenza stampa...

Nonostante la prova fisica (mi do l'onore delle armi per aver osato portare Attila) sono riuscita a seguire la presentazione. Ho sentito interventi intorno a quelle zone d'ombra, che non si raccontano, che non si dicono, che fanno parte del diventare madri.

Ed eccole lì. Le mie domande esplodere, dentro di me, una dietro l'altra: Perchè non essere franche? Perchè non parlare della salita invece che delle discese? Perchè non raccontarci i desideri veri, quelli che non hanno a che fare PER NIENTE con la prole? Perchè non avere il coraggio di essere egoiste, ogni tanto? Ecchecavolo! E' così vergognoso essere mamma e pensare appena sveglie di andare dal parrucchiere, a farsi le mani o a bersi una cosa con un'amica invece che a quali vestiti mettere ai pupi? Ma possibile che restiamo a secco di argomenti se ci levano le parole chiave: cacca, pappa, nanna? Ma sul serio c'è un tempo in cui eravamo persone e poi un tempo in cui siamo diventate mamme, e basta?...Sul serio? Oddio sembro Carrie, di Sex and The City quando si intrippa in una sequela di domande che hanno una, nessuna e centomila risposte.

Poi, in tutta onestà, quando l'ennesimo urlo a ultrasuoni mi ha sfracassato un timpano, ho cominciato a visualizzare un mojito, ghiacciato, invitante che mi veniva incontro.

Ritornata in me, ho acciuffato una copia del libro per la mia amica ancora dedita all'ora X dell'aperitivo, a pochi giorni dal parto, e letteralmente sgommando, distrutta dall'ometto, sono andata via.
E tornando a casa ci ho riflettuto su.

Ho riflettuto su quello che tengo e quello che lascio con la maternità.
E mi sono fatta una lista mentale, che butto giù, a mò di promemoria.

Cosa tengo (e aggiungo):
- Le amiche (quelle con i figli of course); quelle senza figli ti scaricano per chiamarti una volta ogni 6 mesi e sapere se sei viva. Nonostante questo restano amiche vere
- Ancora alcuni neuroni. Molti si sono disintegrati dopo il parto e durante qualche conversazione nella lingua 'nanesca'. Ma se siete come me e molti si erano bruciati anche prima, quelli rimasti diventano di importanza strategica
- Un compagno, un marito...più o meno. Visto che si dorme in 300 nel letto e prima si era solo in 2. Dico 300 perchè oltre ai pargoli conteggio pupazzi, libri,giocattoli,biberon e ammenicoli vari
- Il mal di schiena. Quello è una conditio sine qua non del diventare genitori
- La dignità. Quella che ti fa tenere la testa alta (e fare la vaga) quando il tuo pupo fa la cacca nel pannolino in un posto molto affollato lanciando folate di eau de pupù che neanche in una discarica..
- Il desiderio di entrare in una taglia più piccola della nostra. Con quello che avanza dopo il parto il desiderio diventa lancinante
- La voglia di un buon bicchiere di vino e il sorseggiarlo lentamente, fingendo di capirne qualcosa
- L'amore per il partire. Non importa dove e con quanti bagagli e quanti passeggini. Solo partire. Andare. Anche se confesso ogni tanto che anelo di essere dimenticata ad una pompa di benzina e provare a vedere che succede (Il film Pane e Tulipani docet)
- Essere un pò infantili. Lo sono e a volte peggio dei miei pupi. Ma è la dose sufficiente e necessaria per sdrammatizzare i momenti di crisi
- I suggerimenti, i consigli non richiesti dei nonni. Quelli fanno parte del pacchetto. Come fai sbagli. Aumentano la frustrazione. Ma poi alcuni servono. Di altri avresti fatto serenamente a meno
-La cura di me stessa. Acrobaticamente sì , ma se non vado da un'estetista o da un parrucchiere a fare il tagliando ogni tanto ne va della mia sanità mentale e dello specchio in casa che rischia di essere gettato dalla finestra
-L'essere maldestra, e a volte troppo spericolata, in macchina. Male incurabile...
-I pantaloni pre-maman, non si sa mai, soprattutto dopo le abbuffate delle feste natalizie...
-La capacità di delegare. All'inizio molto faticosamente poi gioco-forza...
-Il multitasking, più o meno. Nel senso che per forza di cose devo essere super efficiente e in ogni dove e che ho ancora un barlume di energia fisica per farlo. Il problema è che lascio le chiavi di casa attaccate fuori dalla toppa di casa...
-Lo shopping. Rapido, veloce ma shopping, shopping, shopping!
-La futilità di Sex & The City. Ne ho già parlato. Un pietra miliare nell'educazione sentimentale delle donne

..E cosa lascio:
-Le lunghe dormite e lo svegliarsi a mezzogiorno la domenica (Sono 3 anni che non so cosa voglia dire e nel frattempo ho raddoppiato la prole)
-Le partenze per viaggi last minute, dove butti quattro stracci in uno zaino e vai
-La possibilità di mollare. Quando affronti l'ennesimo capriccio di cui non capisci la causa e per il quale sei in crisi nella ricerca della soluzione, alzi gli occhi al cielo e pensi "non ce la faccio più", hai quasi perso il libero arbitrio...e forse anche un pò di lucidità
-L'affidarsi al destino. L'organizzazione è il mio mantra
-La sbronza apocalittica. Perchè ad un certo punto devi tornare a casa e non puoi dire ai pupi: "Ma voi chi siete, che ci fate qui?"
-Le perdite di tempo
-Andare al cinema senza avere un attacco di sonno. Quando riesco ad entrare a vedere il film tanto agognato lo spegnimento delle luci mi è fatale!
..................................................................................................................................................................

Lascio i puntini perchè qualcos'altro mi verrà in mente. Di sicuro.

15 maggio 2010

Olive ascolane SIDE 1


Week end in quel di Ascoli Piceno sotto pioggia torrenziale. Ma nulla ci ferma. Con le super plastiche copri passeggino ci muoviamo implacabili tra le bancarelle del mercatino dell'antiquariato (si tiene ad Ascoli Piceno ogni terza domenica del mese) in cerca di qualcosa a cui fare posto a casa nostra. Vedo due lampade perfette per la nostra camera, perfette per i nostri comodini, perfette perchè di un colore rosso vivace per dare un pò di brio in una stanza di bianco e marrone vestita. Faccio l'azzardata scelta di chiedere un parere a Mr. Marito. Uno sguardo sbrigativo alle lampade e poi verso di me. Uno sguardo da caput. Lampade caput. Non se ne parla neanche. Questo ha detto lo sguardo. Incomincio a pensare di avere poco potere decisionale in questa famiglia.

11 maggio 2010

C'era una volta...


La nonna paterna (nonchè mia suocera) mi ha regalato un libro. Non un romanzo, non un libro di cucina (che servirebbe anche se poi non mi applico) e neanche un libro di esercizi per tenermi in forma (anche quello gioverebbe ma non mi applico neanche lì). Il libro è il seguente:Il Mondo incantato di Bruno Bettelheim. E il sottotitolo che segue dice: uso, importanza e significati psicoanalitici delle fiabe. Dunque, quando l'ho ricevuto ho pensato nell'ordine 3 cose:
1. Mia suocera pensa che il mio livello intellettuale abbia bisogno di una scossa per risollevarsi
2. Crede che devo smetterla di comprare tutta la serie di testi sui barbapapà (credo peraltro di averla davvero presa tutta!)
3. Cerca di colmare le lacune pedagogiche che ho...su quello garantisco che potrebbe avere ragione.
...Poi ho cominciato, anzi ho tentato di cominciare a leggere il libro pensando di non riuscire a decifrare neanche una sillaba scritta da uno psicanalista.
Probabilmente altre avranno affrontato con meno perplessità questo testo ma io si.

20 aprile 2010

Under the Sun..a Santo Domingo


Sono seduta in ufficio. Non posso fare a meno di pensare a quanto avrei voglia di partire. Partirei sempre.Non farei altro che viaggiare e viaggiare. Soprattutto adesso che ho scoperto che posso farlo anche con due bambini piccoli. Posso assecondare la mia voglia di viaggio e il fatto di essere 'mamma bis'. Li ho appena portati per pasqua nella repubblica dominicana e fra una spalmata e l'altra di crema solare protezione totale sono stati benissimo. Soprattutto il più grande (quasi treenne) che si è spericolatamente avventurato nell'acqua alta anche senza braccioli!


Io che peraltro da sempre aborro i villaggi sono finita proprio lì. E udite udite..ho scoperto il fatato,riposante mondo dei baby club.

19 aprile 2010

Miami, pancake e dintorni


Diventare mamma ha significato per me scoprire anche il viaggio insieme ai bambini. E' stata una scoperta faticosa,entusiasmante e anche decisamente illuminante. Non esiste un posto dove potete dire 'ci sono già stato' quando ci tornate con i bambini. Almeno per me è stato ed è così. All'inizio della maternità pensavo che non sarei mai più riuscita a viaggiare come prima. Farlo con i bambini? Credevo sarebbe stata un'impresa votata al fallimento. Finchè non ci ho provato. E' cominciato tutto un anno e mezzo fa e non mi sono più fermata.