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28 dicembre 2010

In Svizzera...la prima volta sugli sci!


Abbiamo scelto il freddo questa volta e assecondato il desiderio di vedere il pulcione con gli sci ai piedi per la prima volta.
Siamo arrivati su su fino in Svizzera, a 1300 metri nel piccolo paesino di Villars-Sur-Ollon, di preciso nel cantone di Vaud. Ho agognato, confesso, prima di arrivare qui, di portare tutti al caldo. Nulla è più liberatorio per me, in una vacanza con i bimbi, del doversi preoccupare solo di fargli indossare il costume e poi vederli correre e giocare sulla spiaggia. Ma è andata così, non mi lamento, ma in questi ultimi anni ho la sindrome della lucertola e cerco sempre e comunque il sole con preferenza per quello che scalda! A questo si aggiunge la mia caduta di qualche anno fa con relativo trasporto in barella che non offre di me certo l'immagine di regina delle nevi. Con questa grave falla nel mio curriculum cerco di rimediare tentando di avvicinare i bimbi allo sci e cercando di capire se a loro piace o se hanno ereditato tutto proprio tutto da me! Il tentativo prevede come prima 'cavia' il pulcione. Oggi è stato il primo giorno. Prima una passeggiata con gli scarponi, poi con uno sci e poi con due e via piccole prime discese. Davvero tante cose per un primo giorno di lezione, considerato che io ancora metto gli sci a spazzaneve!Quest'anno, se ci penso, abbiamo davvero fatto grandi cose. Ho capito che i 3 anni sono una sorta di giro di boa, finalmente l'attività sportiva ci apre le porte e non è necessaria la presenza vigile di mamma e papà in ogni istante. Tutto questo mi ha generato una piccola riflessione. Il nuoto, ora questi primi assaggi di sci. Quando e come si capisce se un bambino ha la passione per un certo sport? Parlo con l'esperienza di chi da piccola è passata 'di palo in frasca', facendo per alcuni anni tentativi di agonismo nel nuoto sincronizzato e poi saltando di qua e di là senza una precisa direzione e alla fine prendendomela con i miei per non avermi fatto avvicinare ad uno sport come si deve. Il punto è come si stabilisce il 'come si deve'? Non credo che i miei abbiano una risposta oggi e tantomeno una colpa per non aver fatto di me un'atleta. Forse non era destino e forse non c'è stato il colpo di fulmine con lo sport che avrei voluto avere. Credo però che se lo sport entra nella tua vita come una dimensione normale della quotidianità e difficile che ne esca facilmente. Perlomeno rimane, se non si diventa un'atleta, un amore per l'attività fisica, il movimento. Come assecondare allora una loro predisposizione, nel caso ci fosse, come coglierla? Certo non si può passare l'anno a fargli fare esperimenti di qualsiasi cosa, questo comporterebbe ulteriori danni alla mia psiche. Come cogliere una passione? Non sono una di quelle maniache, fissate con lo sport, questo lo si deduce facilmente dal mio scarso background sportivo, ma come aiutarlo a fare qualcosa che gli piace davvero. Magari ad un certo punto me lo dirà lui oppure non me lo dirà e sarà uno che odia lo sport perché magari a forza di fargliene provare tanti finirà per non volerne fare nessuno. Comunque la giornata di oggi ha visto una prima parte di 'non voglio stare qui' ad una seconda parte di continue discese con sorrisi a 44 denti! Davvero difficile capire! Io mi sono divertita molto. Vederlo riuscire a fare una cosa che nei primi momenti gli sembrava faticosa e inaccessibile ed essere consapevole della conquista nell'acquisizione di padronanza di sè e del suo corpo è una gioia difficile da misurare per me. Meglio smettere di riflettere e tornare alla cioccolata calda 'agevola ciccia' che fa tanto stare in montagna e magari mi fa rilassare, come in vacanza dovrebbe essere. A proposito, dei 3 nella foto io non sono quella con la pelliccia marrone!

Tips for Trip

Villars-Sur-Ollon è un posto per famiglie. Lo si vede dalla marea di bambini di piccolissima età che ci circondano ad ogni angolo. Corsi di sci già nella pancia di mamma e slittini a volontà. Il paesaggio innevato è mozzafiato. Al risveglio la prima cosa che facciamo è attaccare il naso alla finestra, si, proprio come nella pubblicità, e guardare questo paesaggio bianco e maestoso abbracciati dalle alpi. Arrivare qui non è complicato. In macchina si può fare, era la nostra prima opzione. Avevamo immaginato di partire da Roma, di fermarci a metà strada in un posto che ci avrebbe ispirato per poi proseguire verso la meta. Devo dire che poi le ultime notizie di macchine bloccate in autostrada dalle 18 ore in su ci ha scoraggiato. Anche l'aereo ci sembrava rischioso, causa chiusure aeroporti per neve, ma poi abbiamo pensato che avremmo preferito restare bloccati dentro l'aeroporto che dentro l'abitacolo della macchina e così abbiamo optato per un volo Roma-Ginevra, diretto Alitalia (un'ora e mezza circa) e poi in macchina fino a Villars (circa un'altra ora e mezza). Si può anche optare per i mezzi dopo essere atterrati a Ginevra. C'è un treno e poi una navetta. In questo caso il tempo di percorrenza è un pò più lungo. Nel paese ci sono ristoranti, negozi, una fornita farmacia ( e so quanto è importante) e soprattutto corsi di sci per tutte le età. Anche per adulti. Io ne avrei tanto bisogno se no fosse che a volte ripenso alla barella...

28 ottobre 2010

Marbella: hot hot e baby friendly


Non avrei mai pensato di trovare una temperatura simil Caraibi in Spagna quando siamo già nel pieno dell'autunno, anche se, devo ammettere che anche Roma (con meno effetto Caraibi però) gode di un autunno molto mite, con la sua massima espressione nella famosa ottobrata romana, con giornate dal vento caldo e quasi estive.

E tantomeno avrei pensato di potermi entusiasmare per il fatto che qui, tutto è davvero e non millantato, baby friendly.

Marbella, Costa Del Sol,interno giorno: Il Paseo (che mi ricorda Miami!), passeggiata che corre parallela alla spiaggia, è largo, decisamente nuovo (ne stanno finendo di costruire una parte), lungo (passeggiatori accaniti accorrete!) e costellato di aree con giochi per i bambini (e quindi soste a go go), attrezzi ginnici (ovviamente non utilizzati ma guardati con rispetto) e ristorantini dal profumo invitante.


L'atmosfera è rilassante. Sotto un sole che ci colpisce con i suoi 28 gradi, perdiamo a poco a poco il rivestimento a cipolla e rimaniamo in tenuta summertime. Il pulcione, con il costume da fashion victim acquistato in una boutique di Puerto Banus, tenta di fare il bagno (l'unica cosa davvero fredda è l'acqua) e corre a perdifiato avanti e indietro come tarantolato, seguito dalla besolina, tarantolata 2. Lungo il Paseo ci sono alcuni tratti che mi fanno davvero pensare di essere ai Caraibi. Fantastico, se pensiamo di essere a sole 2 ore e mezzo di volo da Roma!


Altra cosa baby friendly anzi stroller friendly sono gli accessi per i passeggini e i disabili vicino alle scale. Ce ne sono ovunque. E quindi si può entrare ed uscire dal Paseo molto comodamente.

Il Centro Storico di Marbella, dove arriviamo dopo una passeggiata da Puerto Banus, è completamente pedonale, con vie strette, piene di negozietti (e tanto per gradire, si fa per dire, molti sono di giocattoli) e la caratteristica Piazza degli Aranci.

Abbiamo anche trovato questa pista di go-kart, proprio sul mare, dove anche i bambini, dai 3 anni in su, con un genitore possono sperimentare l'ebbrezza della corsa...o quasi considerando che essendo piccoli la velocità viene limitata. Neanche a dirlo il pulcione è impazzito di felicità e dopo aver spremuto Mr.Marito è toccato alla sottoscritta farsi qualche giro di pista. Mi prendono ancora in giro per come andavo piano. La frustrazione più grande è stato sentirmi dire dal pulcione 'E dai, Mamma, corri! Papà andava più veloce però!'

Anche Puerto Banus, dove abbiamo alloggiato, merita una visita. Raccogliete gli occhi dopo aver visto gli incredibili yacht ormeggiati nel suo porto. Proprio il porto è pieno, oltre che di negozi di lusso, anche di piacevoli baretti dove sorseggiare un caffè baciati dal sole.

Tips for Trip
Abbiamo volato da Roma per Malaga con la Vueling.
Solo 2 ore e mezza di viaggio. Poi da Malaga abbiamo noleggiato una macchina con Goldcar. Mezz'ora di autopista e siamo arrivati.
Abbiamo dormito in un appartamento a Puerto Banus.
Per le tapas vi consiglio La Taberna del Pintxo al centro di Porto Banus: c/Ramon Areces Local 14 (Tel.0034952817191). Non dovete avere neanche lo stress di ordinare. I camerieri girano tra i tavoli con le tapas e voi decidete quale prendere. Seggioloni si e anche con il logo del ristorante.
Mangiate sulla spiaggia una fantastica paella e gambas pil pil (buonissimi e anche se non è charmant, implorano scarpetta finale!) da Aurora Beach (Tel.0034650944173). E Olè!

12 ottobre 2010

Un'antica dimora nel Marcheshire!

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Il sole si fa strada nel verde intenso di questa campagna che così amo e che così, ogni volta, mi sorprende. I bimbi corrono, cadono e ridono. E io sento il profumo dei fiori in questo autunno formalmente cominciato ma che lascia spazio a giornate che hanno ancora il ricordo della primavera. So che sto diventando melensa ma davanti a questi colori e a questi scenari ogni volta mi addolcisco…e ce ne vuole!

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Proprio questa estate leggevo della celebrazione, da parte degli americani, delle Marche come uno dei 5 paradisi terrestri dove andare a vivere dopo la pensione. Diciamo che anche in età giovane vivere qui non sarebbe male per qualità della vita, tranquillità, scenari, cibo e quant'altro si può aggiungere sul Marcheshire!

Bè io non sono over 60 e ogni tanto la tentazione di fuggire qui ce l’ho e non solo io in qualità di under 60. Dovrò solo decidermi ad un certo punto a dividermi a fette il cuore e a metterne un pò qui e un pò in Puglia.

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Siamo a Rosara, frazione di Ascoli Piceno, in un’antica dimora di campagna del '700:Villa Cicchi. Qui si respira calore, un'atmosfera familiare e ci si sente a casa fra le mura spesse e il buon cibo del territorio che si può degustare. La proprietaria ci accoglie con affetto e ci racconta la storia di questo posto, ci illustra le foto di famiglia, ci fa visitare la piccola cappella e ci fa sentire l’odore del vino nella cantina scavata nel travertino, dove le botti sono una vera tentazione.

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Qui siamo circondati da una natura rigogliosa e curata. Qui i bambini trovano spazi aperti e tante piante e fiori di cui imparare il nome e l'odore. C'è una bella pace che profuma di sole.

Tips for Trip

Si può arrivare dall'Autostrada, l'A14, o dalla Salaria.

Se arrivate dall'Autostrada bisogna prendere l'uscita per San Benedetto del Tronto, percorrere la superstrada in direzione di Ascoli Piceno e poi uscire a Rosara.

Se invece scegliete la Salaria, ad esempio venendo da Roma, la troverete infinitamente più suggestiva ma con un pò di tempo di viaggio in più!

Portatevi via una delle confetture preparate dalla proprietaria della Villa. Per personale Slurp, consiglio quella alla zucca e al limone!

26 agosto 2010

Diario di Viaggio in Puglia: la Cattedrale sul mare a Trani

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C’è qualcosa che ti colpisce immediatamente quando giri l’angolo e trovi davanti a te questa Cattedrale a picco sul mare. Il contrasto fortissimo tra queste mura imponenti e l’infinito blu alle sue spalle. E’ un disegno perfetto. Colori che si incontrano e si contrastano con una forza che ti sorprende e ti piace.

La cattedrale sul mare di Trani è dedicata a S.Nicola Pellegrino ed è stata fondata nel 1097. La storia narra che San Nicola Pellegrino morì nel 1094, durante un pellegrinaggio alla chiesa di Santa Maria, per la stanchezza e per i colpi delle bastonate inferte dai cavalieri che lo prendevano in giro. Esattamente dove morì San Nicola, tre anni dopo, venne poi eretta la cattedrale ed è proprio nella cripta che si trovano le sue spoglie.

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All’interno si trovano tre chiese sovrapposte. Il portone d’ingresso non è quello originale. Il vero portone lo troviamo esposto all’interno, subito sulla destra, appena si entra.

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Peccato rimangano, nella zona dell’altare, solo frammenti dei mosaici che probabilmente un tempo si trovavano in tutta la chiesa.

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Siamo vicino al porto, affollatissimo di persone e barche (alcune bellissime!), e camminiamo incuriosendoci per queste incisioni che portano i nomi dei consolati che una volta si affacciavano su queste vie e che ora si ritrovano magari a decorare l’ingresso di un bar.

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Proseguendo con lo sguardo più avanti troviamo il Castello Svevo , risalente al 1233,che sembra quasi immergersi nel mare.

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Prima di addentrarci nell’area dove sorgeva il quartiere ebraico sorseggiamo l’ennesimo caffè in ghiaccio e forniamo carburante al pulcione con un bel gelato.

Le strade strette consentivano di controllare più facilmente dall’alto le aggressioni esterne e quindi di difendersi.

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Vediamo la Sinagoga e anche le chiese dedicate al culto cattolico che venivano appositamente posizionate a ridosso del quartiere ebraico in modo, diciamo così, da difendere i confini religiosi!

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Sono molte le chiese e le chiesette a Trani. Molte non ci sono più, ingiustamente cancellate nell'espansione della città e nella ricerca di nuovi spazi, e ce ne raccontano solo il ricordo. Si dice che il grande numero di chiese fosse dovuto al voto fatto dai marinai in partenza e che comportava, nel caso fossero riusciti a tornare a casa, la costruzione di una chiesa come segno di ringraziamento e gratitudine per essere sopravvissuti.

Tips for Trip

Informazioni soddisfacenti su alloggio e gli eventi in città si possono trovare su questo sito ben fatto!

Diario di Viaggio in Puglia: all’avventura all’Indiana Park

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Poteva bastarci come svago for kids solo una gita allo Zoosafari? ma certo che no! Ed eccoci a studiare le nuove opportunità ludiche che ci offre questo territorio. Scoviamo così l'Indiana Park a Castellana Grotte. Un parco dove i bambini possono sperimentare, imbracati di tutto punto e muniti di casco, ponti tibetani, tunnel sospesi, passerelle mobili e reti di arrampicata.

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Per gli under 5 c’è un percorso ad hoc ovviamente meno pericoloso. Possono sbizzarrirsi anche gli adulti in attività tutt’altro che semplici. Per cui la sfida può essere interessante a chi ha meno fifa fra bambini e adulti.

Io mi sono defilata, diciamo così, per decadimento fisico (gli acciacchi inventati per evitare pessime figure) ma il pulcione si è infilato il caschetto, dopo qualche resistenza all’oggetto nuovo, e poi è partito sparato, camminando sul ponte sospeso (ovviamente ad altezza adatta ai ‘nanetti’) e addentrandosi nel labirinto.

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Tips for Trip

L’Indiana Park si trova a Castellana Grotte, tra Conversano e Fasano.

Se volete fermarvi a mangiare, poiché lì è presente solo un bar, potete acquistare (o ordinare e poi passare a prendere) la carne in una macelleria di Castellana (ce ne sono diverse per cui non ci saranno problemi a scovarne una)e fare un picnic utilizzando i barbecue che all’interno del parco sono a vostra disposizione, ovviamente avvisando prima l’organizzazione!

Se arrivate fin qui non potete non fare un salto alle Grotte di Castellana. Fino al 31 agosto si può effettuare anche la visita notturna, la speleonight, a partire dalle 21.45. Per maggiori info potete guardare qui.

15 agosto 2010

Diario di viaggio in Puglia: tramonto a Savelletri

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Ci siamo goduti questo tramonto e i suoi colori riposanti a Savelletri, a pochi chilometri da Fasano. Una passeggiata sul lungomare fino al caratteristico porticciolo e poi a respirare il mare.

Tips for Trip

Un suggestivo aperitivo a Savelletri con vista sul mare (sopra un lato della vista!) alla Pescheria ai 2 Mari sul Lungomare di Savelletri. Solo per amanti del pesce crudo. Non hanno altro. In base ai risultati della pesca si possono gustare tonno rosso, pescespada,sarago, gamberi e scampi accompagnati da un buon bicchiere di vino.

E magari prima dell’aperitivo si può fare una bella visita al vicino Parco Archelogico di Egnazia.

13 agosto 2010

Diario di Viaggio in Puglia: breve incursione nel gusto

Quando Mr. Marito mi introduceva al cacioricotta, parecchi anni fa, come sostituto del parmigiano, pensavo si trattasse di un atto assolutamente sovversivo delle regole alimentari non scritte. E come per molte altre cose, ho dovuto ricredermi. Difficile non farlo quando si entra in questa cucina del sud, fatta di sapori forti, di odori che ti rovesciano le narici e che ti convincono a mangiare, anche quando non ce la fai più.

Il cacioricotta, per chi non sapesse di cosa sto parlando, è un formaggio che mescola le caratteristiche del caprino e della ricotta. Si può trovare fresco o, con un sapore più forte, stagionato.

Mi viene in mente un piatto che la nonna Rosetta, pugliese doc e con novant’anni di energia e testardaggine, ha insegnato a suo nipote, Mr. Marito, che in cucina se la cava mica male e per fortuna, visto i miei incerti risultati tra i fornelli. Un piatto che abbiamo il piacere di concederci, grazie ai segreti che si trasferiscono di generazione in generazione, anche a Roma: Le orecchiette con le ‘brasciolette’ di carne di cavallo.

Le orecchiette devono essere fresche (ovviamente per chi riesce a trovarle o ha la passione e la voglia di farsele in casa). Le 'brasciolette' di carne di cavallo sono involtini ripieni di prezzemolo, pecorino, pancetta e aglio. La domenica mattina (non tutte, non esageriamo!) guardo con ammirazione l’amore con cui Mr. Marito tritura gli ingredienti, riempie la fettina di carne e le chiude. L’odore del sugo di braciole che invade la cosa piace a tutti e tutti inaliamo a pieni polmoni questo profumo che fa domenica, che fa casa, che fa stare insieme e che ci fa pensare alla bisnonna.

Devo a mio suocero l'iniziazione ai latticini pugliesi. Devo a lui le grandi abbuffate di burrata, ahimè per la ciccietta sulla pancia. Grazie a lui ho scoperto che esiste un vero nodino, una vera mozzarella e una vera ricotta. E come quando ho assaggiato per la prima volta, fuori casa, le olive ascolane in un ristorante. Ho capito che solo chi è del posto in cui quel cibo nasce può accorgersi di quanta contraffazione ci sia quando lo si mangia lontano dal territorio di provenienza. Negli anni ho imparato a rendere il mio palato più sensibile, più attento e più esigente, Spesso ci riesco, a volte cado in qualche inganno ma cerco di impegnarmi perchè il gusto del cibo genuino entri dalla porta di casa e negli stomachini piccini picciò di chi so io:-) Un bagaglio del gusto che spero li accompagnerà per tutta la vita, come per tutta la vita spero porteranno il gusto per questa cucina e per questa terra.

La burrata è sostanzialmente un sacchetto di pasta filata riempito con altra pasta spugnosa e panna grassa. Decisamente non leggera, ma quant’è buona!

Un vero viaggio ‘nel pianeta della carne’ l’ho fatto quando sono cominciate le incursioni a Cisternino, non lontano da Ostuni. E’ qui, storica sede di allevatori, che alla fine degli anni ‘70 nasce il fenomeno delle macellerie convertite a fornelli pronti. Qui, ma non solo, puoi assaggiare anche bombette, quagghiaridde, zampine e gnemeridde. Girando, infatti, per la Valle D’Itria (da Alberobello a Locorotondo e fino a Martina Franca), nel Salento o nelle Murge si incontrano molti fornelli, ovvero macellerie dove la carne si cucina e consuma sul posto.

Quando parliamo di bombette parliamo della coppa (capocollo) che viene tagliata a fette sottili. Ogni fetta viene guarnita con sale, pepe, rosmarino e prezzemolo e poi con un formaggio .

La quagghiarridde è montone ripieno di frattaglie e scamorza, uova e salame. Viene infornato e si serve con la rucola lessata.

La zampina è la salsiccia avvolta a spirale con pomodoro e formaggio.

Gli gnemeriedde sono le interiora dell’agnello ridotte in striscioline e strette a gomitolo e poi arrostite allo spiedo.

Tips for Trip

Scoperto l’anno scorso ma appena ritrovato, e con soddisfazione, il fornello pronto da Pasquale macelleria carni fresche fornello pronto (così detta l’insegna), a Speziale, sulla SS16 nel tratto compreso tra Fasano e Ostuni. Tavoli allestiti in una strada chiusa e dentro una chiesa sconsacrata.

Ottimi latticini si possono comprare con soddisfazione nel Caseificio Fratelli Copertino, in Via Orlando (ex Via della Stazione), a Ostuni.

12 agosto 2010

Diario di viaggio in Puglia: e ci volevamo far mancare una visitina allo Zoosafari?

Ma che pensate che qui in Puglia c’ solo il mare? E’ vero, sarebbe da persone sane di mente starsene solo sulla spiaggia e sotto al sole ma per la prole ci mettiamo alla ricerca di svaghi alternativi e sani di mente oramai mi sa che non lo siamo più da tempo. E quindi eccoci partire alla volta dello Zoosafari di Fasano, a metà strada fra Brindisi e Bari, sotto il sole ma per fortuna con un bel venticello d’accompagnamento. Allo Zoosafari è inoltre annesso il parco divertimenti Fasanolandia. Confesso, non sono un amante degli animali ‘reclusi’ o comunque di quelli che non si trovano nel loro ambiente, nella propria ‘casa’, liberi di vivere, correre e spaziare. Ma quando ho visto il pulcione impazzire di felicità davanti allo scorrere di tanti animali e delle specie più diverse ho pensato che solo in un posto così può accadere di vederli tutti insieme. Bello sarebbe poterli andare a vedere a ‘casa loro’, ma quanti viaggi dobbiamo fare per soddisfare l’interesse per la fauna della prole? Accontentiamoci, va!


Non ero mai stata qui allo Zoosafari anche perché prima dei 3 anni non c’erano state manifestazioni di grande interesse a parte qualche slancio minimalista quando abbiamo portato il pulcione al Bioparco a Roma.

E poi eccoci arrivare e affrontare, per circa un’ora, un vero e proprio safari con la nostra macchina e fuori gli animali in totale libertà. Ovviamente tenendo rigorosamente i finestrini alzati al passaggio vicino alle tigri e ai leoni. E io che sono una fifona pazzesca, quando una tigre ci è tranquillamente passata davanti per attraversare la strada mi sono incollata al sedile. Il pulcione aveva invece tutta la faccia spiaccicata sul finestrino e implorava di abbassarglielo. Beata incoscienza!Bè, in circa un’ora abbiamo visto tigri, leoni, pantere, elefanti, giraffe,antilopi, e qualche altra specie di cui non ricordo il nome troppo difficile da memorizzare. Io, con la mia fifa blu sono riuscita ad immortalare, qualcuno dei nostri vicini di cammino. L’immagine del leone che dorme mi ha ovviamente rasserenato. E oltre al fondo schiena dell’elefante che mi ha fatto pensare che il tempo passa per tutti e che spero di non dovermi guardare fra qualche anno ridotta in quelle condizioni…ci siamo diretti verso il rinoceronte, il mio amore. Quel muoversi lentamente, quella mollezza, quello sguardo sereno e distaccato e poi improvvisamente quell’apertura delle fauci, spiazzante ma non spaventosa. A me sto rinoceronte mi sta proprio simpatico! Tanto che oltre a questi scatti gliene ho fatti molti altri, davvero molti altri.

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Tips for trip

Il biglietto, per fare il safari e poi accedere ad altre attrazioni del parco come il rettilario e la navetta che fa il giro su un’altra ala del parco dove si trovano altri animali, costa 19 Euro. Si può scegliere di spendere una giornata intera o anche una mezza giornata (più che sufficiente per il fisico dei bambini e soprattutto per quello degli adulti). Se non fate il safari ma solo il percorso zoologico pedonale (includendo l'ingresso anche al parco divertimenti) si pagano 9 Euro. Qui, nel percorso zoologico pedonale, trovate il villaggio delle scimmie, dove è possibile osservare 300 babbuini in sfrenata libertà mentre voi restate belli sicuri dentro un trenino corazzato. Qui ci sono anche da vedere gli orsi polari, gli ippopotami , le foche e le tartarughe acquatiche. Poi ci sono diverse mostre e il delfinario. Bè direi che i bimbi li sfiancate quel giusto da farli crollare a dormire! Suggerisco (per il successone sul mio pulcione) il bruco miniottovolante!

09 agosto 2010

Diario di viaggio in Puglia: ‘A tiedda’*


*Per la precisione: 'A Tiedda (in brindisino); 'A Tiella (in barese

Ma che volete venire in Puglia e non volete mangiare ‘a tiedda’ anche detto riso patate e cozze?! Una tappa obbligata questo piatto e noi, che volete fare, ci siamo sacrificati. Ci affidiamo alle mani della verace ‘pugliesità’ di Olga e alla sua cucina e mi stupisco nel vedere con quanta bramosità la Besolina prende manciate di riso e se le schiaffa in bocca. Da quando siamo qui, sarà il mare, sarà il posto, sarà l’aria, ma la besolina è diventata un aspirapolvere e occhio a lasciare resti di cibo in giro. Prenderebbero subito la direzione delle sue mascelle a motore.

Occorre precisare, qui lo ritengono doveroso, che esistono due versioni di questo piatto e che nessuno si mette d’accordo su quale sia la versione, diciamo così, originaria. Se avete voglia di scatenare un dibattito parlate con un pugliese di riso patate e cozze con o senza zucchine. Qualcuno vi darà del profano, alla sola parola zucchine o qualcuno dirà che avete nominato la versione unica e sola, aggiungendo che tutto il resto non è riso patate e cozze. E poi c’è quella senza zucchine. E io, a sensazione mia, scelgo questa. Non so perchè. Mi piace scegliere questa. Qualcuno starà già invocando l’arresto!

Ovviamente chiedo a Olga la ricetta. Non si sa mai che uno di questi giorni io decida di provare a cucinarlo. So già che in chi mi conosce bene la speranza è che quel giorno non venga mai. E c’hanno pure ragione a sperare così!

La ricetta del riso patate e cozze di Olga (per chi ai fornelli rende meglio di me…e garantisco che ci vuole poco)

Prendete del prezzemolo e trituratelo e mettetelo in una ciotola. Poi prendete dell’aglio e della cipolla,triturateli finemente e mescolateli insieme in un’altra ciotola. In un’altra ciotola ancora sistemate dei pomodori spezzettati (i pomodorini vanno benissimo).

Tenetevi pronto anche del pecorino grattugiato.

Poi, se non l’avete a casa, procuratevi un tegame rotondo preferibilmente in alluminio. E poi si comincia.

Sul fondo del tegame sistemate della cipolla, del pomodoro,del prezzemolo e un pò d’olio. Servono a dare colore sotto.

Poi tutto quello che segue deve essere messo crudo.

Sopra il fondo mettete le patate affettate sottili come primo strato ‘base’. Poi mettete le cozze rigorosamente con le bucce. Questo è basilare per un vero riso patate e cozze. Poi intorno alle cozze va messo il riso bianco e con i chicchi grossi (così regge meglio la cottura). Il riso, ovviamente sempre di riso crudo parliamo, va messo anche dentro le cozze. E così abbiamo fatto un altro strato.

Poi si mette il trito (di cui ho scritto all’inizio della ricetta) di prezzemolo, pomodoro, formaggio, aglio e cipolla e si condisce con olio. Poi si copre con un altro strato di patate sottili e poi di nuovo il trito di prezzemolo, pomodoro,formaggio, aglio e cipolla e di nuovo olio.

Poi mettete acqua fredda fino a metà del tegame e accendete i motori!

Prima di partire con il forno fatelo andare sul fornello a fuoco lento fino a bollore. E poi 20 minuti in un forno ventilato a 180°. Toccate sempre con la forchetta per verificare che non sia già cotto o se manca ancora del tempo.

Se poi volete litigare con qualche pugliese del partito ‘La zucchina nel riso patate e cozze NO’ mettete le zucchine prima dell’ultimo strato di patate.

Per la cronaca, quello nella foto è il riso patate e cozze di Olga. Ovviamente ho dovuto scattare velocemente perché è partito un vero e proprio assalto alla diligenza degno di chi non mangia da una decina d’anni circa…e ovviamente ne facevo parte anch’io!

Tips for trip

Per comprare del buon pesce e soprattutto delle cozze fresche e buone potete andare a Villanova, a pochi km da Ostuni. Non vi potete sbagliare, arrivando è l'unica pescheria affacciata sul porto.

E poi se vi va, allungatevi fino ad Ostuni al panificio S.Antonio, in via Armando Diaz, per una focaccia ai pomodorini e una con le cipolle da non dimenticare!

08 agosto 2010

Diario di Viaggio in Puglia: al mercato di Ostuni

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Sabato mattina. Mercato di Ostuni. Un esplosione di colori e di frutta e verdura dai nomi nuovi e da imparare, mangiando. Segue un piccolo Vademecum per chi al mercato, in Puglia, dovesse orientarsi all’acquisto.

Percoche (Translation: pesche dure)

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Friggitelli (Translation: peperoncini piccoli e sottili, da friggere.Buonissimi,Slurp!).

Anche The Pulcion sceglie e mette nella busta!

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Barattieri (Translation: cetrioli grandi e tondi). Si mangiano a fette come il melone.

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I caroselli (Translation: assomiglia ad un cetriolo ma con la barba!)


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Dicono convenga arrivare la mattina presto, come in tutti i mercati. Ma mentre il tempo passa i prezzi scendono e le zucchine prima a 1,50 sono scese a un Euro. Le prendo. Mi sento come una che è riuscita a fare un grande affare. Piccole soddisfazioni necessarie!

Lungo la strada del ritorno incontriamo e restiamo affascinati da un albero di ulivo secolare.

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E poi ci perdiamo guardando il mare, oltre la terra brulla…come sempre.


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Tips for Trip:

Il mercato di Ostuni si tiene nella zona sud della città nuova ogni sabato mattina, durante tutto l'anno, dalle 7 alle 14 circa. Oltre alla frutta e alla verdura trovate ogni genere di cosa dall'abbigliamento alle cose per la casa. Bancarella dei giocattoli per prole annoiata e sovraeccitata presente!
Ci sono le bancarelle dei contadini che raccolgono la frutta e la verdura prima di venire al mercato. Quando il contadino che ci ha venduto i fichi mi ha detto che li aveva raccolti alle 5 ho pensato di abbracciarlo. Che meraviglia! Che darei a Roma per comprare la frutta e la verdura raccolta qualche ora prima dall'orto. Magari farò come Michelle Obama e me ne farò uno, ovviamente molto ma molto più piccolo, by myself! Che belli i buoni propositi come questo, fanno proprio vacanza!

30 luglio 2010

Partire è un pò morire..se i bagagli non sono ancora stati fatti

Finalmente e disperatamente ci avviciniamo al momento della partenza. Finalmente perchè ho bisogno di riposo, mare, tempo per leggere, per pensare e per dormire (speriamo!). Disperatamente perchè da buona last minute non ho assolutamente ancora messo mano, non al mio bagaglio, ma a quello dell'intera squadra. Disperatamente perchè si parte nel cosiddetto, da tutti i telegiornali possibili e immaginabili tv e radio, week end nero, quello del maxi esodo. Mi si incolla già addosso una discreta (diciamo pure più che discreta) dose di ansia da lunga permanenza nell'autoveicolo con the pulcion e la besolina instabili e dalla situazione comportamentale imprevedibile. La meta sembra lontanissima e non abbiamo neanche girato la chiave e acceso il motore. Toccherà entrare in una fase un pò zen, con respirazioni profonde e pensando a posti ameni. Sarà che non sono mai stata molto spirituale e sono scettica sull'efficacia di questo proposito. Ieri un'amica mi ha proposto di diventare buddista come lei. Ho pensato che io un pò buddista lo sono già...però se me lo ha proposto una ragione ci deve pur essere, no?! Forse avevo già l'ansia dipinta sul volto da 'devo ancora scegliere, piegare e sistemare nelle valigie parecchi indumenti mignon e altrettanti non mignon' . Va bè. Puglia arrivo! Non so in quanto tempo...ma arrivo, anzi...arriviamo. From Rome with love.

28 luglio 2010

Vento, Oceano...Essaouira!

Tre ore di viaggio, per soli 170, km su una strada (e non autostrada) devastata dai lavori in corso! Se volete fare Marrakech-Essaouira by car questo adesso passa il convento, finchè i lavori non saranno finiti. Però percorrere le distanze con la macchina resta il modo migliore per avere una finestra vera da cui vedere e vivere il luogo in cui siamo. Di questo resto convinta, sempre. Anche dopo che a Cuba, anni fa, ci perdemmo con la macchina in una zona deserta, di notte e siamo stati quasi assaliti da una folla di cubani in bicicletta. Per fortuna Schumacher a noi ci fa un baffo e ci siamo dati alla fuga!

Sulla strada per Essaouira si inseguono, uno dietro l'altro, gli alberi di Argan (che io ho scambiato per ulivi, si assomigliano così tanto!) da cui si ricava il famoso olio che potrete acquistare sia a Essaouira che a Marrakech. Lungo la strada speravo anche di vedere le capre arrampicate sugli alberi a mangiare le foglie. Un'immagine che tante volte mi è capitato di vedere in foto. Peccato che i pastori ce le mettano apposta (povere capre!) per far fermare i turisti. E quindi ho solo visto le capre appositamente depositate sui rami ma non ci siamo fermati. Troppo artificio!

E poi arriviamo e il vento ci assale, all'improvviso. Fortissimo. Ad Essaouira la temperatura è molto più fredda. Ci riusciamo, quasi, a salvare facendo scorte di sciarpe che usiamo a mò di mantella.
E vediamo l'Oceano Atlantico. L'affaccio strepitoso che questa città ha sull'acqua.
E poi abbiamo mangiato il pesce fresco, scelto direttamente dalla cassetta e poi cotto davanti a noi e divorato. I gamberetti sono stati fatti ostaggio dalla Besolina! Incredibile il quantitativo che ha ingerito. Sarà stata l'aria dell'oceano a farle venire tanto appetito?!

I cannoni spagnoli sulle mura di cinta invece hanno fatto la gioia del pulcione! Meno la mia visto che mi è toccato frenare i tentativi di arrampicata!


Lungo le strade di Essaouira si susseguono bancarelle di ogni tipo. Ci fermiamo davanti ad un carretto pieno di fichi d'india. Un anziano signore te li sbuccia e sono pronti da mangiare. Dolcissimi. Pensavo di dover aspettare di arrivare in Puglia per mangiarne di così buoni.
Anche ad Essaouira penso alla Puglia. Starò mica diventando ossessiva anche in trasferta?

Tips for trip

Portatevi assolutamente un maglione. Non fate come noi. Spavaldi per il caldo di luglio ci siamo ritrovati intirizziti e con la pelle d'oca costante!

Sedetevi ad uno dei tavoli del porto e 'ingozzatevi' di pesce.

Guardate i pupetti correre nel grande 'piazzale' prima della porta d'ingresso alla città. Tocca correre per recuperarli ma almeno non ci sono da schivare i motorini che sfrecciano furiosi a Marrakech.

Sentite il vento pungente sulla faccia e respirate l'Oceano. Io l'ho fatto, fermandomi per qualche minuto e ho chiuso gli occhi. A volte bisogna fermarsi, per sentire dove ci si trova.

E sorseggiate qui davvero con gusto il tè alla menta. Mai una bevanda calda d'estate fu più desiderata!

Passeggiate tra le stradine affollate, con bancarelle traboccanti d'ogni cosa.

E mangiate i fichi d'india dal carretto del vecchio signore, se lo trovate in giro. Fantastici!