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26 novembre 2010

Una domenica pomeriggio a Roma in un museo particolare



Domenica pomeriggio. Fuori alluviona. Decidiamo, e non solo noi, di andare al Museo Explora dove ci sono tante attività e laboratori per i bambini. Sotto il diluvio universale prendiamo la prole e la carichiamo in macchina. Sempre sotto un diluvio incessante arriviamo alla meta e ci accodiamo speranzosi di trovare parcheggio. Dopo infiniti giri lo troviamo. La discesa dall'auto comporta un 'impiastricciamento' considerevole di fango. Il marasma all'ingresso di tutti quelli che con la pioggia hanno pensato all'unisono di venire qui è impressionante. Ci mettiamo in lista d'attesa.Non ci posso credere! La ragazza che inserisce i nomi della nostra folta truppa (nel frattempo una coppia di amici anche loro dotati di prole ci ha temerariamente raggiunto) ci rassicura 'alla fine molti rinunciano di quelli che hanno prenotato'. Pendiamo dalle sue labbra e attendiamo. La besolina freme. Butta giù tutto quello che trova nella super rifornita libreria all'ingresso. Lei semina e io raccolgo. Dopo una lunga semina ed una lunga raccolta finalmente veniamo chiamati e promossi dalla lista d'attesa a quelli che possono entrare. Lo ammetto ero commossa. Entriamo e cerchiamo di inserire le nostre giacche negli ultimi strapuntini rimasti degli appendiabiti. Parcheggiamo il passeggino, gli ombrelli e pure le ultime energie e ci addentriamo nell'orda del divertimento dell'infanzia. Iscriviamo subito il pulcione ad un fantastico laboratorio creativo. Dipinge su un foglio, si dipinge le mani e dipinge pure Mr.Marito che, intriso dell'atmosfera del posto, elargisce sorrisi di orgoglio paterno. La besolina impazzisce per l'orto dove raccoglie la frutta e la verdura (di tessuto) e la mette e toglie dal cestino della spesa. Questo mi consente un certo break. Andiamo poi nell'area under 3 al piano di sopra dove con piglio deciso la besolina affronta lo scivolo morbido da sotto e da sopra. Da sotto e da sopra, continuamente. Il pulcione conclude indossando un un grande grembiule giallo impermeabile per giocare con l'acqua. Una voce dal megafono annuncia che è tutto finito. L'acqua, lo scivolo morbido, la frutta rotolante, le urla. In una sorta di caccia al tesoro cerchiamo di rintracciare le nostre giacche. Incredibilmente ce la facciamo. E sotto l'alluvione ritorniamo alle nostre auto. Siamo decisamente stanchi ma il pulcione prima di chiudere gli occhi e crollare ci saluta dicendo 'mi sono divertito tanto in quel posto'. Va bè allora in quel posto ci torniamo. Magari se non piove è meglio però!

Tips for trip

Il Museo Explora si trova nel quartiere Flaminio, a Roma, alle spalle di Piazza del Popolo. Vicinissimo al centro, quindi. E' un Museo molto particolare che ricalca le esperienze di Musei già esistenti all'estero e dove i bambini possono sperimentare, creare nei laboratori, fare tante attività didattiche. Il calendario delle iniziative è sempre in movimento. Si divertono i bambini anche sotto i 3 perchè hanno le loro aree dedicate. C'è un parcheggio proprio del Museo quindi non impazzite a cercarlo lì di fronte. La missione potrebbe rivelarsi impossibile. E se volete mangiare, oltre al ristorante dentro al Museo, c'è un ristorantino che vi consiglio proprio lì a fianco: l'Osteria Gastone, via Flaminia 64/66. Enjoy!

14 ottobre 2010

Una serata children free


Perchè a volte la testa reclama aria, ossigeno, discorsi diversi, volare lontano dalla routine e dalle preoccupazioni di orari, pappe e nanne. Tutta la testa ha bisogno di svuotarsi dentro un buon bicchiere di vino e immergersi in una conversazione che abbia, e qui si scivola nel mio telefilm cult, uno stile Sex and The City, anche con un'amica che non sia proprio Samantha; creerebbe dei complessi a tutte! Perchè ancora non sono da buttare via e mi entrano dei vestiti che non hanno a che fare nè con il prémaman e nè con i jeans di Mr.Marito (che tanto mi hanno soccorso nello smaltimento scorie di gravidanza 1 e gravidanza 2!). Perchè ho bisogno di una faccia amica, che sia amica-amica; l'amica che ci siamo scelti quando il pancione era associato solo a Babbo Natale, quando il vino si tracannava a litri (reggendolo benissimo, cosa che ahimé non posso dire con altrettanta convinzione oggi), quando si organizzava un viaggio senza poter immaginare il costo di un volo per un bambino sopra i 2 e le tasse aeree per un bambino sotto i 2. Perchè una cenetta fra donne vecchie o recenti compagne di strada, dai destini diversi, senza la compagnia della prole, può rigenerarti come un'iniezione di benzina quando sei in rosso e ridarti fiducia in discorsi sui rapporti tra uomo e donna, sul sesso e sulle aspirazioni. Perchè siamo ancora logorroiche, rumorose e in grado di scambiarci le nostre diversità con leggerezza e di questo sono grata. Perchè una risata fragorosa e rumorosa questa volta è mia e non dei bimbi e potrò fargliela ascoltare quando ripenserò a questa serata, cogliendoli alla sprovvista...'mamma perchè ridi così?'. 'Amore perchè a mamma piace ridere davvero tanto è solo che ogni tanto si dimentica di saperlo fare e di saperlo fare bene'.

Thank you girls!

Tips
Per la cronaca, il posto di questa serata è ZOC, in Via delle Zoccolette 22 a Roma, in Centro Storico, tra via Giulia e Campo dei Fiori. Se il tempo lo consente (e questo ottobre è caldo e promettente!) si può cenare nel cortile interno. L'arredamento mescola pezzi vintage che si possono acquistare dopo averci mangiato su. Il food & wine è a KM Zero ovvero tutta produzione locale. Ricette gustose e interessanti.

Segnalo questo blog di un milanese trapiantato a Roma che si diverte a recensire le tavole romane e bon appetit!

20 settembre 2010

Una domenica a Roma


In una domenica di sole, nel parco, tra bambini vocianti, palloncini volanti e matite per colorare Roma sembra meno caotica, convulsa e confusa.
Una giornata organizzata da Medici Senza Frontiere per i bambini e per i genitori che cercano spazi aperti e con una bella energia.
E c'era una energia positiva e rumorosa ieri nel parco di Villa Pamphili.


Un parco vastissimo, un polmone verde a Roma, immenso.
Ieri i bambini hanno dipinto, corso e con il naso all'insù hanno ascoltato il racconto di storie e guardato il cielo che si faceva a tratti minaccioso per poi tornare limpido.
Ci si può perdere passeggiando fra le distese di verde che portano fino al laghetto.


E perdersi ogni tanto non fa male.


Tips for trip

C'è il menu bimbi, i seggioloni, l'impiego di prodotti biologici nel ristorante Vivi Bistrot, proprio dentro al parco. E a chi ha buoni occhi non sfuggiranno la cura e i dettagli dell'arredamento, soprattutto della sala interna. Mangiare bene insieme ai bambini in un posto che sia anche bello da guardare: questo è un mix che mi piace.


Il consiglio, soprattutto per il sabato e la domenica, è di prenotare per il pranzo o, se si arriva presto al parco, di farsi mettere in lista e poi chiamano appena il tavolo è pronto.
Si può anche prendere il cestino pic nic e godersi un pasto stesi sul prato!

Amo la parte ovest del parco dove l'aspetto è proprio quello della campagna romana e dove gli spazi sono molto più adatti per i bambini.

L'ingresso è da via Vitellia 102 (è l'ultimo ingresso di Via Vitellia ad angolo con l’Olimpica)o da via Leone XIII N°30)

Per arrivare al parco:

Se arrivate in macchina: parcheggiate su Via Leone XIII (all'altezza del ponte pedonale) o all'ingresso dal lato di Via Vitella 102.
Se arrivate in autobus: prendete la linea 870 verso piazza Pio XI oppure il 31 verso Clodio o il 791 direzione C.ne Cornelia. Le fermate sono Piazza del Bel Respiro e Leone XIII.
Si può anche arrivare con il tram, prendendo la linea 8 (che parte dal centro, Largo Argentina, e fa tutto Viale Trastevere e poi sale su per la Circonvallazione Gianicolense) e scendendo alla fermata Casaletto. Da lì poi ci sono 500 metri fino all'ingresso in Via Leone XIII n° 30.

05 settembre 2010

Diario di Viaggio in Puglia: la scatola dei ricordi e ancora tips


La nonna e il pulcione hanno messo insieme in una scatolina tutti i ricordi della vacanza. La nonna ha foderato una vecchia scatola di scarpe con una carta dalle righe bianche e blu, ha raccolto tutte le scoperte del pulcione e le ha sistemate con lui in questa scatola che così è diventata molto speciale: ricordo della vacanza e di quanto amore la nonna ha messo nel raccogliere questi tesori insieme a lui.

A volte, così per caso (perchè ogni tanto, anzi spesso il mio ultimo neurone s'appanna), ti svegli e ti accorgi di quanto una cosa così semplice sia di una bellezza quasi insuperabile.

Un mondo da aprire ogni volta che lui ne avrà voglia per ricordare ancora le passeggiate, i tesori, della vacanza,le corse, i giochi e i profumi o semplicemente da tenere lì o trovarselo fra qualche anno, magari per caso, fra le mani e fermarsi a pensare.

Dentro il pulcione ha voluto mettere:

- Sassi. Tantissimi. Di tutte le forme
- Pezzi di vetro lavorati e ammorbiditi dall'acqua del mare
- Un paguro, piccolissimo e ancora vivo... (spero gli animalisti comprenderanno!)
- Rametti di rosmarino, lavanda e menta (il pucione ha sviluppato una sensibilità olfattiva interessante...chissà che un giorno non crei del profumo per me...sogni di gloria!)
- Una bottiglia con un pò della sabbia tanto calpestata, lavorata, lanciata e anche, diciamo la verità, mangiata!

Last but not least...ancora Tips for trip (perchè qualcosa ho omesso e devo rimediare!):

Allora per mangiare la vera Puglia devo doverosamente aggiungere la Masseria Parco di Castro sulla SS 16 a Selva di Fasano e la Masseria Lamiola piccola in Contrada Lamiola Piccola a Ostuni.

Nella prima a fine pasto vi verranno offerti dei dolcetti fantastici, risultato di molte sperimentazioni prima di ottenere questo risultato e che il proprietario, se ne avrà voglia e sarà ispirato, vi dirà dove poter acquistare.

Nella masseria Lamiola Piccola fantastica l'apertura con gli antipasti, verdurine e burratina entusiasmanti. La strada per arrivare è lunga ma merita l'affaccio sulla vallata dalla piscina.
Da incorniciare.

Un ottimo aperitivo a Cisternino da C'eravamo tanto amati in via S. Quirico 23, locale aperto da un ex producer milanese che a quanto pare si è innamorato di questa splendida località. Con un buon bicchiere di vino vi verrà offerta, in accompagnamento, della gustosa focaccia. La cosa interessante è che tutti i mobili (stile per lo più anni '60) presenti nel locale, comprese le poltrone nelle quali siamo sprofondati, sono in vendita. Potete quindi farvi un aperitivo e contemporaneamente comprare un pezzo d'arredamento. Il pulcione si è addormentato tanto era rilassante stare lì mollemente seduti...vi confesso che questo ci ha concesso di sorseggiare miracolosamente del vino senza alcun urlo nelle orecchie!

Hanno aperto un posto meraviglioso a Savelletri, il Borgo Egnazia, dove per i bambini ci sono spazi molto belli e curati e la possibiltà di fare tante attività seguiti e coccolati. Peccato che non sia sul mare e che sia very expensive. Se siete comunque nei paraggi fate un salto per una visita. La cura nei dettagli e soprattutto le mani felici dell'architetto che lo ha progettato sono di grande ispirazione. Un applauso per le lanterne che sembrano fluttuare in aria.


Un altro posto che merita una visita e che ho già citato è il Borgobianco Resort & Spa. Anche questo non è sul mare, si trova alla fine di una strada e poi di una stradina nell'entroterra di Polignano ma vale la pena arrivarci per un aperitivo o per un massaggio. Io ovviamente ho subito optato per la seconda alternativa con la frase d'accompagnamento 'sempre siano lodati i nonni!

21 agosto 2010

Diario di Viaggio in Puglia: a spasso per la bianca Valle D’Itria tra Martina Franca e Cisternino-SECONDA PARTE

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A 394 metri sul mare (un’ottima terrazza sulla valle come Martina Franca), si trova Cisternino. L’affaccio appena si arriva è strepitoso. Una distesa di trulli, masserie e boschi di querce dove la vista non può far altro che spaziare.

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Anche qui si snodano viuzze labirintiche fra le case imbiancate.

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Nel centro del paese si incontra Piazza Vittorio Emanuele e la Torre dell’Orologio che svetta importante su questo salotto, dove la sera tutto è vivo e animato di luci, voci,turisti e musica. Mentre di giorno tutto è tranquillo, quasi sonnacchioso. Quando tutti sono al mare, sulle spiagge, questi luoghi sembrano quasi magici. Privi di confusione, solo il rumore della corsa dei bimbi nelle stradine semi vuote. Un rumore che amo.

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E poi ancora vie, che una dopo l’altra, conducono alla Piazza Nuova, che un tempo ospitava il mercato del pesce.

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Tips for Trip

A Cisternino bisogna venire assolutamente a mangiare la carne nei fornelli pronti. Il consiglio è quello di arrivare un pochino prima dell’ora della cena per avere il tempo di parcheggiare (e trovare posto!), magari farsi una passeggiata, un piacevole aperitivo, un giro fra le botteghe ed evitare di imbottigliarsi o fare una fila incredibile per mangiare.

Appena si arriva a Cisternino, prima di entrare dentro le mura della città, ci si può sedere ed affacciarsi alla terrazza per guardare la vallata, sorseggiando un caffè in ghiaccio (che Mr.Marito adora). Un indirizzo è quello della Cremeria Vignola in di Via S.Quirico.

15 agosto 2010

Diario di viaggio in Puglia: tramonto a Savelletri

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Ci siamo goduti questo tramonto e i suoi colori riposanti a Savelletri, a pochi chilometri da Fasano. Una passeggiata sul lungomare fino al caratteristico porticciolo e poi a respirare il mare.

Tips for Trip

Un suggestivo aperitivo a Savelletri con vista sul mare (sopra un lato della vista!) alla Pescheria ai 2 Mari sul Lungomare di Savelletri. Solo per amanti del pesce crudo. Non hanno altro. In base ai risultati della pesca si possono gustare tonno rosso, pescespada,sarago, gamberi e scampi accompagnati da un buon bicchiere di vino.

E magari prima dell’aperitivo si può fare una bella visita al vicino Parco Archelogico di Egnazia.

13 agosto 2010

Diario di Viaggio in Puglia: breve incursione nel gusto

Quando Mr. Marito mi introduceva al cacioricotta, parecchi anni fa, come sostituto del parmigiano, pensavo si trattasse di un atto assolutamente sovversivo delle regole alimentari non scritte. E come per molte altre cose, ho dovuto ricredermi. Difficile non farlo quando si entra in questa cucina del sud, fatta di sapori forti, di odori che ti rovesciano le narici e che ti convincono a mangiare, anche quando non ce la fai più.

Il cacioricotta, per chi non sapesse di cosa sto parlando, è un formaggio che mescola le caratteristiche del caprino e della ricotta. Si può trovare fresco o, con un sapore più forte, stagionato.

Mi viene in mente un piatto che la nonna Rosetta, pugliese doc e con novant’anni di energia e testardaggine, ha insegnato a suo nipote, Mr. Marito, che in cucina se la cava mica male e per fortuna, visto i miei incerti risultati tra i fornelli. Un piatto che abbiamo il piacere di concederci, grazie ai segreti che si trasferiscono di generazione in generazione, anche a Roma: Le orecchiette con le ‘brasciolette’ di carne di cavallo.

Le orecchiette devono essere fresche (ovviamente per chi riesce a trovarle o ha la passione e la voglia di farsele in casa). Le 'brasciolette' di carne di cavallo sono involtini ripieni di prezzemolo, pecorino, pancetta e aglio. La domenica mattina (non tutte, non esageriamo!) guardo con ammirazione l’amore con cui Mr. Marito tritura gli ingredienti, riempie la fettina di carne e le chiude. L’odore del sugo di braciole che invade la cosa piace a tutti e tutti inaliamo a pieni polmoni questo profumo che fa domenica, che fa casa, che fa stare insieme e che ci fa pensare alla bisnonna.

Devo a mio suocero l'iniziazione ai latticini pugliesi. Devo a lui le grandi abbuffate di burrata, ahimè per la ciccietta sulla pancia. Grazie a lui ho scoperto che esiste un vero nodino, una vera mozzarella e una vera ricotta. E come quando ho assaggiato per la prima volta, fuori casa, le olive ascolane in un ristorante. Ho capito che solo chi è del posto in cui quel cibo nasce può accorgersi di quanta contraffazione ci sia quando lo si mangia lontano dal territorio di provenienza. Negli anni ho imparato a rendere il mio palato più sensibile, più attento e più esigente, Spesso ci riesco, a volte cado in qualche inganno ma cerco di impegnarmi perchè il gusto del cibo genuino entri dalla porta di casa e negli stomachini piccini picciò di chi so io:-) Un bagaglio del gusto che spero li accompagnerà per tutta la vita, come per tutta la vita spero porteranno il gusto per questa cucina e per questa terra.

La burrata è sostanzialmente un sacchetto di pasta filata riempito con altra pasta spugnosa e panna grassa. Decisamente non leggera, ma quant’è buona!

Un vero viaggio ‘nel pianeta della carne’ l’ho fatto quando sono cominciate le incursioni a Cisternino, non lontano da Ostuni. E’ qui, storica sede di allevatori, che alla fine degli anni ‘70 nasce il fenomeno delle macellerie convertite a fornelli pronti. Qui, ma non solo, puoi assaggiare anche bombette, quagghiaridde, zampine e gnemeridde. Girando, infatti, per la Valle D’Itria (da Alberobello a Locorotondo e fino a Martina Franca), nel Salento o nelle Murge si incontrano molti fornelli, ovvero macellerie dove la carne si cucina e consuma sul posto.

Quando parliamo di bombette parliamo della coppa (capocollo) che viene tagliata a fette sottili. Ogni fetta viene guarnita con sale, pepe, rosmarino e prezzemolo e poi con un formaggio .

La quagghiarridde è montone ripieno di frattaglie e scamorza, uova e salame. Viene infornato e si serve con la rucola lessata.

La zampina è la salsiccia avvolta a spirale con pomodoro e formaggio.

Gli gnemeriedde sono le interiora dell’agnello ridotte in striscioline e strette a gomitolo e poi arrostite allo spiedo.

Tips for Trip

Scoperto l’anno scorso ma appena ritrovato, e con soddisfazione, il fornello pronto da Pasquale macelleria carni fresche fornello pronto (così detta l’insegna), a Speziale, sulla SS16 nel tratto compreso tra Fasano e Ostuni. Tavoli allestiti in una strada chiusa e dentro una chiesa sconsacrata.

Ottimi latticini si possono comprare con soddisfazione nel Caseificio Fratelli Copertino, in Via Orlando (ex Via della Stazione), a Ostuni.

10 agosto 2010

Diario di Viaggio in Puglia: affacciarsi a Polignano a Mare

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Quando arrivi a Polignano, anche solo per mangiare il gelato, non puoi non fare una passeggiata nel centro storico, un inseguirsi di vicoli e casette bianche. Polignano è una città fortificata a picco sul mare e basta camminare un pò per arrivare là dove strepitoso è l’affaccio. Là dove solo pochi giorni fa in 30.000 si assisteva ai tuffi dalle altezze più grandi. Là dove lo sguardo si perde irrimediabilmente. Scusate ma ogni volta che mi affaccio da questa terrazza naturale la vena romantica prende il sopravvento.

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Nonostante il cielo un pò coperto molte persone non rinunciano a godersi il mare circondati dalle scogliere e dalla città.

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E poi ti imbatti anche in qualche cartello divertente…

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E tra le tante cavità rocciose scorgi benissimo la Grotta Palazzese che, grazie al gioco dei fondali e del sole, acquisisce uno splendido colore verde azzurro. Ma non è il caso di questa giornata un pò coperta!

La leggenda racconta che qui la regina Giovanna I D’Angiò (siamo intorno alla metà del 1300) fu colpita così tanto dalla grotta da sceglierla come nido d’amore con il suo paggio, che l’accompagnava. Anche nel 1300 si dava scandalo!

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E poi vorrei tanto avere questo terrazzino anch’io…Mi accontento anche solo di poter aprile la finestra una mattina…wow!

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Questo posto è speciale anche perchè c’è un pò di noi, di un passato che è sempre presente e di una casa che c’era e non c’è più ma che cerchiamo con gli occhi ogni volta che passiamo di là. E questo basta a rendermela così cara e amata.

Tips for trip

Il gelato, l’ho già citato in passato quando ho parlato di Polignano (ma repetita iuvant) va mangiato dal Mago del Gelato. Ti mettono la panna sotto invece che sopra. Assicuro che è una goduria!

Il pesce, che ve lo dico a fà, si mangia da Tuccino.

Per dormire un posto molto bello ( e con la Spa, fondamentale per me) è il Borgobianco Resort & Spa.

23 luglio 2010

La nostra Marrakech


Arriviamo nel caldo secco (quindi piacevole rispetto al caldo superumido di Roma) di Marrakech in un pomeriggio tardo. Aeroporto vicinissimo alla città (solo 4 Km!). Lungo la strada, dall'aeroporto al centro, guardo queste abitazioni dello stesso colore, sembra un rosa antico. L'ometto (che oramai ha cambiato nome e si fa chiamare pulcione!) chiede 'Mamma, siamo sul taski?'. Il Taski, per la cronaca, è attualmente come il pulcione chiama il taxi. 'No amore, siamo sulla macchina di Ismail, non sul taski!'Arriviamo in albergo. Ci offrono salviette bagnate e il mio adorato tè alla menta. Il pulcione ne vuole bere un altro dopo il primo. 'E'buono questo tè, mamma!'. Siamo a Marrakech!

La sera il pulcione e la besolina hanno un incontro ravvicinato con un cammello da Chez Alì. Un posto enorme, dove si cena e si assiste ad uno spettacolo con acrobazie e cavalli...un pò troppo da turisti per i miei gusti. Ma al pulcione è piaciuto da matti.
Marrakech è calore, colore, odori forti, a volte acri, profumo di spezie, profumo di pelle nel souk, traffico di macchine, motorini che sfrecciano ovunque.
Volti di bimbi meravigliosi che giocano in un vicolo e ci salutano, con un grande sorriso.


E poi giardini, come quelli di Majorelle. Il giardino è nella parte nuova della città e deve il suo nome all'artista francese Jacques Majorelle che intorno al 1919 venne a vivere a Marrakech e si mise a collezionare piante provenienti da tutto il mondo. Poi ha acquistato la proprietà Yves Saint Laurent e qui trovate anche il suo memoriale. Il pulcione non se ne andava più dal laghetto pieno di ranocchie e piccole tartarughe.




Scorrono davanti agli occhi bougainvillee, alberi del cocco, banani, palme e piante esotiche e rare.





Poi arriva la sera e piazza Jama‘a el-Fnaa, tranquilla e sonnacchiosa di giorno, si anima e diventa luce, caos, voci, folla, serpenti e una strana pesca con le bottiglie!






Cosa hanno amato il pulcione e la besolina:
1.I cammelli e le acrobazie con i cavalli da Chez Alì
2.I mille colori e i fabbri all'opera nel Souk
3.La spremuta di arancia in piazza Jama‘a el-Fnaa...e la besolina il serpente (lo ha afferrato per la testa e stretto forte. Siamo svenuti!)
4. Mangiare la Tanjia (la besolina l'ha divorata)
5.La gita in carrozza dal centro fino a Giardini Majorelle
6.Le ranocchie e i colori dentro ai giardini Majorelle
7.Il pulcione ha davvero gradito il tè alla menta, che abbiamo bevuto ovunque perchè ovunque te lo offrono (Occhio al sapore. Potrebbero usare menta non fresca o, diciamo così, riciclata! ma quando è fresca si sente!)
8.I sapori della cucina marocchina, dal salato al dolce. Si sono mangiati di tutto!Per questo, anche se il mio francese è povero, povero, adesso sto guardando qui

Tips for trip
Abbiamo volato all'andata da Pisa con Ryanair (nel giorno della nostra partenza non c'erano voli diretti da Roma). La compagnia di bandiera è la Royal Air Maroc.
L'hotel in cui siamo stati (ho messo il link sopra) è adattissimo per i bambini e ha anche un'area giochi scoperta ed una coperta con divani soffici, libri e colori per disegnare.
Abbiamo mangiato molto bene a pranzo, vicino al Souk, a Le Boungavillier (33, rue el Mouassine). All'interno si sta davvero freschi. Ottimo il cous cous. E c'è spazio per 2 bimbi e un passeggino. Abbiamo testato!



Poi devo trovare il tempo di raccogliere bene le ricette di quello che ci è piaciuto, tè compreso, da Ismail, la nostra parentela con il Marocco e poi parlare della nostra giornata ad Essaouira. Abbiamo deciso di vederla, eravamo curiosi. Oceano, vento freddo e atmosfera suggestiva. Ne parlo presto.

16 maggio 2010

Olive ascolane SIDE 2


La pioggia ci ha regalato la sua presenza anche la domenica. Perchè smettere? Perchè far concludere degnamente il week end? Ombrellati, plasticati i passeggini abbiamo fatto un ultimo giro delle bancarelle. Ho rivisto le lampade. Le ho salutate con un 'Arrivederci'. Colazione con musica anni '70 (Patty Pravo boom boom)da Sestili, angolo Piazza del Popolo. Un piccolo caffè rinnovato di recente dove la mattina, al contrario dell'ora dell'aperitivo, si sta seduti tranquilli e si può leggere il giornale mangiando un ottimo cornetto. Non posso dire lo stesso dei cornetti di Meletti. Ma la bellezza di quel caffè stile Liberty che si affaccia sulla bellissima Piazza del Popolo è indiscutibile. Per pranzo decidiamo di sperimentare il ristorante di un agriturismo aperto da poco: Il Morrice a Pagliare del Tronto. Circa un 10-15 km da Ascoli. Dunque, tralasciando il fatto che arrivati lì scopriamo che si sta per celebrare il pranzo di una comunione e quindi folla, confusione e fortissimo brusio di fondo e tralasciando il fatto che ci aspettavamo qualcosa di un pochino più 'agreste', ma questa è questione di gusti, abbiamo mangiato bene (frittura mista ascolana notevole) e davvero troppo. Ci alziamo tutti trasformati in 'omini michelin' e barcollanti usciamo cercando di fare quattro passi per smaltire un pò di ciambelle sul girovita. Accanto all'agriturismo c'è un centro ippico. Che bello! L'ometto e la besolina, ma soprattutto l'ometto, impazziscono per il pony che gironzola allegro intorno a loro. Ci sono anche i cavalli. "Mamma i tavalli" (ebbene si la 'c' non ci piace. A noi ci continua a piacere la 't': tavalli, tarpeggiare e così via!). Ed è proprio lì che guardo davanti a me e vedo quelle colline meravigliose che mi mi fanno venire subito in mente i paesaggi di Tullio Pericoli, pittore e disegnatore nato nelle Marche. E' così bello a volte fermarsi. Anche solo per un secondo, tra un tavallo, la pancia piena e il sole che comincia ad affacciarsi tiepido.

Non posso concludere senza la ricetta vera delle olive ascolane (tappa da Migliori a Piazza Arringo per mangiarle al cartoccio).La ricetta la riporto così,in 'lingua ascolana' assolutamente originale:
P FA' LA LIVA FRITTA C.VO
100 socca de liva
300 g. de carne de puorc
500 g. de carne de manz
300 g. de carne de ptò (tacchino)
150 g. de parmggià
1l. d'olie de seme
4 ova, olie, vì (q.b.) 1/2 cipolla
na carota, nà crosta de sennera, u pà rattate
n.cò de sale, pepe, na raccecata de noce mscata
COME SE PREPARA L'IMPAST
Pighia la liva e rcapa lu cice (a spirale)
taglia la carota, lu sennera e la cipolla a pezzit
mitli a rslà con n cò d'olie, mittece la ciccia
taggliata a piezze ruosce, mettice nccò de vì bianc,
fa coce pe na mezzora, puo macina tutte,
mittece l'ouva,lu cace, e la noce mscata
mestca tutte c...li mà
Fà tutte pallette de carne e rimpce li socca de liva, passale su l'ova sbattute e puo su lu pà rattate. Se friie c na padella nera de ferre, e falle rselà.
Buon appetito!

12 maggio 2010

London addicted


Sono disturbata e molto da queste giornate 'indecise'. Prima piove, poi esce il sole. Questa mattina all'ometto ho messo la maglia, poi la felpa, la giacca a vento e poi ho levato la felpa e lasciato la giacca a vento e poi ho rimesso la felpa e gettato la giacca a vento e alla fine credo di essere svenuta e di essermi ritrovata in macchina sulla via dell'asilo. Ma ho deciso cosa si mangia stasera? No, non mi pare che tra il lancio della giacca a vento e le mani sul volante io abbia fatto una qualsiasi cosa che somigliasse alla lista della spesa. Bè sono un pò nervosetta anche perchè ora ho cominciato a leggere la guida di Stoccolma e quella del Marocco ma ho anche riletto alcune pagine di quella di Parigi e quella di Londra. Uffa, vorrei decidere dove andare e vorrei anche andare dappertutto. Questa mattina credo anche di aver annunciato a Mister Marito che sarei partita per un mese per Los Angeles con i bambini. Forse il fatto che non mi abbia neanche risposto dovrebbe farmi pensare che ho perso in credibilità.

30 aprile 2010

Puglia my love


Pensieri rivolti alle vacanze estive. La Puglia, da cui mi sono fatta adottare con grande gioia, mi aspetta insieme ai pargoli. Focaccia, fichi d'india, e mare,mare,mare splendido. Sembra mancare ancora tantissimo ad agosto ma sono già impaziente. Adoro la città bianca di Ostuni, la magia di Cisternino, la terrazza sul mare di Polignano a mare. Ci sono dei paesini con un fascino particolare ed un autentico sapore di antico.